Grado, niente più asciugamani nella "zona vip"

Polemica tra i bagnanti dopo i nuovi avvisi apparsi al primo ingresso della spiaggia. Si dividono le opinioni sulla nuova regola della GIT

Sono ormai lontani i tempi in cui le famiglie legavano i loro lettini e i giochi dei bambini attorno all'ombrellone prima di rientrare dalla spiaggia. Da diversi anni ormai ci siamo abituati a vedere i lettini della Grado Impianti Turistici lungo tutta la spiaggia ma ora dopo le brandine portate da casa sembra arrivata la volta di eliminare anche degli asciugamani

Il divieto di stendere il proprio asciugamano sulla riva per prendere il sole al momento interessa solamente l'area attorno al primo ingresso, quello più centrale, precisamente fino alla fila di ombrelloni numero 50.
L'iniziativa ha provocato diverse polemiche e lamentele ma ha trovato dall'altra parte soddisfatti molti turisti con l'ombrellone nell'area interessata.

Il personale in servizio sul tratto della spiaggia interessato e su quello limitrofo riporta diversi stati d'animo tra i clienti dello stabilimento. Divisi tra chi rimane male e chi si arrabbia rifiutando in alcuni casi di spostarsi (dopo aver pagato l'ingresso) "gli sfrattati", quelli che senza notare il nuovo avviso si sono sistemati nel tratto di spiaggia incriminato.
Contenti molti dei turisti che hanno l'ombrellone nell'area interessata, che lamentavano spesso di avere gente davanti ai loro ombrelloni.
Ancora più particolare la situazione di chi, pur pagando lo stesso prezzo, si trova ad avere l'ombrellone nell'area limitrofa: molti lamentano la non imparzialità del provvedimento, qualcuno fa notare anche che adesso tutti i villeggianti con asciugamano e teli che entrano dal primo ingresso si riverseranno davanti a loro, il primo tratto "libero" che incontrano.

Contrarie al provvedimento Alessandra e Laura, che hanno l'ombrellone una entro la fila 50 e l'altra oltre. Alessandra rientra nella zona di divieto, quindi seppur non dispiaciuta del fatto di non avere nessuno sdariato davanti, nota in ogni caso la diversità di trattamento riservata ai clienti che pagano lo stesso prezzo. Più decisa invece Laura, che proprio non ama vedere la gente stesa con teli e asciugamani davanti al suo ombrellone, e trova ingiusto che il provvedimento non valga per tutti.

Nel primo pezzo "libero" invece incontriamo Francesca, stesa in riva sul suo asciugamano durante la pausa pranzo. «Mi ha avvisato un giorno il mio ragazzo del divieto, andavo sempre nel primo tratto. Non lo trovo giusto nè per chi ha l'ombrellone subito dopo nè per chi come me rispetta le regole e non crea nessun fastidio. Inoltre- sottolinea- c'è chi l'ombrellone non se lo può permettere. Avrei in ogni caso trovato corretto avvisare i clienti prima e non a metà stagione».

Contraria anche Elisa, pochi ombrelloni dopo il 50, che ci rivela di essere rimasta molto stupita quando ha letto il cartello. «Doveva essere come gli anni passati - afferma - ed in ogni caso deve valere per tutti o per nessuno. L'azienda ha una compagine sociale a maggioranza di capitale pubblico, non si può fare questa divisione tra vip e plebaglia».

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