No al farmaco blocca-pubertà, litigano politica, associazioni e medici

Il Consiglio regionale del Fvg ha approvato la mozione della Lega per sospendere la somministrazione della triptorelina attraverso il sistema sanitario nazionale, ma il farmaco serve anche nel trattamento dei tumori

La mozione risale allo scorso 17 luglio, anche se in Consiglio regionale se ne parlava già da tempo. È quindi da un mese che la decisione è stata presa: il Consiglio regionale ha approvato la mozione 74 che vorrebbe interdire sul territorio nazionale la somministrazione di triptorelina, medicinale a carico del Servizio sanitario nazionale, impegnando la Giunta regionale ad attivarsi presso il Governo affinché venga interdetta, sul territorio nazionale, la somministrazione. In altre parole, la Regione Fvg vuole vietare la somministrazione del farmaco che sospende la pubertà nelle persone trans, facendo insorgere le associazioni Lgbtqia+.

La mozione porta la firma del capogruppo in consiglio regionale della Lega Mauro Bordin, che ha dichiarato «nessun esperimento può
essere svolto sulla pelle dei nostri bambini: no ai farmaci blocca-pubertà nel Servizio Sanitario Nazionale
». Lo scontro ideologico tra gli esponenti del Consiglio regionale, la comunità scientifica e le associazioni è partito.

Cos'è la triptorelina

La triptorelina (acetato o pamoato) è un decapeptide agonista del rilascio del ormone gonadotropo. La triptorelina può essere utilizzata nel trattamento di tumori ormone-sensibili, come il cancro alla prostata e il tumore al seno, ma anche nel trattamento della pubertà precoce (detto in maniera semplice nei casi di varianza del genere: sospende l’arrivo della pubertà per dare più tempo ai ragazzi ed alle ragazze di indagare e comprendere la propria identità di genere), e nelle condizioni cliniche estrogeno-dipendenti (come l'endometriosi o fibromi uterini) e nella terapia della riproduzione assistita

La mozione

Il capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Mauro Bordin, ha presentato la mozione "Lasciamo crescere i nostri figli. No a farmaci blocca-pubertà nel S.S.N.. Nessun esperimento sulla pelle dei bambini", con il sostegno di tutto il suo gruppo consiliare. La votazione ha visto il centrodestra favorevole, nessun astenuto ed un solo voto contrario quello di Simona Liguori, consigliera regionale del Gruppo dei Cittadini e medico. «Come Gruppo dei Cittadini abbiamo votato contro perché a mio parere si deve lasciare la materia a chi di competenza, ossia alla comunità scientifica. Medici, psicologi e operatori sanitari: sono loro ad avere la competenza professionale per affrontare temi così delicati».

L'uso

È stato ottenuto il parere positivo all'utilizzo dal Comitato nazionale di bioetica (dove esiste una nutrita componente cattolica) con la firma di medici, genetisti, giuristi e filosofi cristiani come Bruno Dallapiccola del Bambin Gesù di Roma, Francesco D’Agostino, presidente dei Giuristi Cattolici, Lucio Romano, ex presidente di Scienza & Vita, Lucetta Scarrafia, all'epoca editorialista dell'Osservatore Romano, Mariapia Garavaglia, ex ministro della Sanità, i filosofi Laura Palazzani e Antonio Da Re e l'economista Massimo Sargiacomo. Con un solo parere contrario, quello di Assuntina Morresi, docente di Chimica-Fisica. 

Il CNB parla di «eticità dell’uso del farmaco triptorelina» quando «il trattamento sia limitato a casi ove gli altri interventi psichiatrici e psicoterapeutici siano risultati inefficaci». 

Il mondo scientifico

Quello che dichiara il Comitato nazionale di bioetica è esattamente quanto richiesto dai presidenti della Società Italiana di Endocrinologia, Paolo Vitti, della Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità, Alberto Ferlin, della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica, Stefano Cianfarani e dell’Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere, Paolo Valerio, firmatari della richiesta ad Aifa di inserimento della Triptorelina nell’elenco istituito ai sensi della legge n.648/96. Ed ancora: Alessandra D. Fisher, afferente alla SOD di Medicina della Sessualità e Andrologia (coordinata da Mario Maggi), dichiara: «Numerose evidenze scientifiche mostrano come la sospensione della pubertà indotta dalla Triptorelina in casi selezionati e attentamente seguiti di adolescenti con Disforia di Genere sia in grado di ridurre in modo significativo i problemi comportamentali ed emotivi e il rischio suicidario, nonché di migliorare il funzionamento psicologico generale». Francesco Lombardo, afferente al Dipartimento di Fisiopatologia Medica, Università di  Roma  "La Sapienza" (coordinata da Andrea Lenzi), aggiunge: «L’estensione della prescrivibilità della Triptorelina da parte di Aifa rappresenta un atto con fondamentale valenza medica, psicologica, sociale e deontologica, che rende possibile ai professionisti dedicati all’argomento di aderire alle linee guida internazionali, nonché alla pratica clinica della maggior parte delle nazioni occidentali».

Le associazioni Lgbt

Le associazioni Lgbti+ che vivono in prima linea varie richieste da parte di genitori di adolescenti con variabilità di genere che non trovano supporto e informazioni presso le strutture sanitarie, non solo condannano la mozione approvata nella regione FVG, che se recepita dal Governo creerebbe unulteriore vuoto legislativo a danno delle persone trans*, ma al contrario auspicano una maggiore formazione di tutte le strutture sanitarie regionali sulle tematiche legate alla variabilità di genere per i minori, inclusa la possibilità di somministrare i bloccanti ipofisari, in modo da poter supportare le famiglie con risposte pronte e professionali.  Inoltre condanniamo la mozione deliberata in FVG perché non supportata da argomentazioni scientifiche, al contrario della delibera all'uso della Triptorelina da parte di AIFA, ma solo da motivazioni ideologiche, che, considerando la delicatezza della tematica, rischiano di creare danni alle persone trans* e alle loro famiglie.

Le associazioni firmatarie e aderenti

Arcigay Friuli, Associazione universitaria Iris, Lune Lesbiche del Nord Est, Agedo Udine, Arcigay Arcobaleno -highlighted">Trieste e Gorizia. Aderiscono: Arcigay, Rete Lenford Avvocatura per i diritti LGBTI, Famiglie Arcobaleno, Agedo, Alfi nazionale

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