Studio sui gas serra, progetto Icos: due istituti di ricerca triestini nel progetto europeo

L’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) e il CNR ISMAR di Trieste sono due dei centri di ricerca italiani coinvolti nelle attività di ICOS ERIC, una nuova infrastruttura di ricerca pan-europea con l’obiettivo di fornire sservazioni di lungo periodo sui gas serra in tutta Europa

L’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) e il CNR ISMAR di Trieste sono due dei centri di ricerca italiani coinvolti nelle attività di ICOS ERIC (Integrated Carbon Observation System), una nuova infrastruttura di ricerca pan-europea, istituita dalla Commissione Europea, con l’obiettivo di fornire osservazioni di lungo periodo sui gas serra in tutta Europa.

ICOS ERIC è il dodicesimo Consorzio Europeo per Infrastrutture di Ricerca. L’European Research Infrastructure Consortium è stato istituito nel 2009, quale strumento giuridico e istituzionale per attività di ricerca a scala continentale. L’infrastruttura di ricerca ICOS nasce dall’attività di numerosi ricercatori, molti dei quali italiani, che negli ultimi venti anni si sono occupati dei temi legati ai gas serra e cambiamenti climatici.

Commentando l’importanza dell’istituzione di ICOS ERIC, Robert-Jan Smits, direttore generale per la Ricerca e l’Innovazione della Commissione Europea, ha dichiarato che “grazie alle attività che agevoleranno osservazioni di lungo periodo sui gas serra e sul carbonio su scala pan-europea, l’infrastruttura europea di ricerca ICOS fornirà un importante contributo di informazioni e conoscenze al servizio dell’impegno europeo e globale verso l’ottenimento di sicuri obiettivi di mitigazione. È quindi d’importanza straordinaria che ICOS abbia ottenuto lo status di ERIC e che questo sia avvenuto proprio alla vigilia della COP21 di Parigi, portando un nuovo, chiaro, messaggio dell’Unione Europea circa i propri impegni sugli obiettivi che riguardano il tema delle emissioni”.

Per la parte marina dunque l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) el’Istituto di Scienze Marine (ISMAR) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) parteciperanno fornendo dati sui flussi aria mare di biossido di carbonio raccolti nei siti marini gestiti dai due istituti e situati rispettivamente nel centro del golfo di Trieste, in area costiera presso l’area protetta Riserva Marina di Miramare e nel bacino Sud Adriatico.
 

Cos’è ICOS RI https://www.icos-ri.eu/

ICOS è una infrastruttura di ricerca distribuita che fornisce misure di alta qualità sul ciclo carbonio, sulle emissioni di gas serra e sulla loro concentrazione atmosferica a scala europea. I membri fondatori sono otto: Belgio, Francia, Germania, Italia, Olanda, Norvegia, Svezia e Finlandia (sede dell’ERIC). La Svizzera al momento fa parte dell’iniziativa in qualità di osservatore.

ICOS RI integra reti di siti per il monitoraggio di gas serra in atmosfera, ecosistemi e oceani al fine di fornire basi osservative per la stima del bilancio europeo del carbonio e per analizzarne l’evoluzione. I siti di misura sono distribuiti tra l’Artico e il Mediterraneo per le componenti atmosfera e ecosistemi, e su piattaforme e navi nel Nord dell’Atlantico, nel Mediterraneo e nel Mar Baltico per le misure marine.

Il contributo italiano a ICOS è rappresentato da numerose stazioni di osservazione e di rilevamento dati nelle tre componenti: atmosfera (con i siti di misura di Monte Cimone, Lampedusa, Potenza e Plateau Rosa),ecosistemi (con i siti di Castelporziano, Borgo Cioffi, Renon, Negrisia, Monte Bondone, Capodimonte, Arca di Noè, Bosco Fontana e Torgnon) e oceani (con i siti Miramare e Paloma del nord Adriatico, E2M3A del sud Adriatico e W1M3A del mar Tirreno). In aggiunta, l’Italia ricopre un ruolo di primaria importanza e visibilità coordinando e ospitando (a Viterbo presso l’Università degli Studi della Tuscia e il CMCC) l’Ecosystem Thematic Centre, il centro verso cui confluiranno tutti i dati dei siti ecosistemici di ICOS RI e che sarà responsabile del processamento e controllo qualità dei dati, degli sviluppi metodologici, della formazione e del coordinamento della rete.

Ciascuna rete di siti è coordinata da un Centro Tematico (Thematic Centre) che è responsabile dell’integrazione e del trattamento dei dati, il controllo di qualità centralizzato, la formazione nell’ambito del network e la trasmissione dei dati. L’Atmospheric Thematic Centre (ATC) ha sede in Francia, l’Ecosystem Thematic Centre (ETC) ha sede in Italia con uffici in Belgio e Francia, mentre l’Ocean Thematic Centre (OTC) è in Norvegia. Ai tre centri tematici si aggiunge il Central Analytical Laboratory (CAL), con sede in Germania, responsabile per la fornitura di gas per calibrazione a tutti i siti ICOS e l’analisi chimica su campioni di aria prelevati nei siti atmosferici.

L’ufficio centrale di ICOS RI è a Helsinki, in Finlandia, mentre Carbon Portal è in Svezia e sarà il punto di accesso a tutti i dati ICOS (gratuitamente e senza limiti) oltre a produrre e coordinare attività di integrazione dei dati attraverso attività di modellistica.

Potrebbe interessarti

  • Pomodori secchi, proprietà benefiche e preparazione in casa

  • Usi e benefici della lavanda, come coltivare la pianta dal profumo incantevole

  • Come lavare i cuscini in modo corretto, consigli utili

  • Ricetta cheesecake ai frutti di bosco, il dolce estivo da provare

I più letti della settimana

  • Schianto mortale a Sant'Andrea: 54enne perde la vita

  • Euro 6, le novità sulle vetture di nuova immatricolazione

  • Incidente in ex GVT: padre e figlia in ospedale

  • Malore fatale per un operaio nel cantiere di via San Michele

  • Una proposta di matrimonio "da film" al cinema Nazionale

  • Malore in spiaggia, bambina finisce al Burlo

Torna su
TriestePrima è in caricamento