Tagli alle università, Serracchiani: «L'appello dei rettori italiani non può rimanere inascoltato»

La presidente della Regione Debora Serracchiani all'incontro organizzato dal Crui all'ateneo di Udine. Obiettivo ripristinare i fondi per il diritto allo studio al pari del 2008

«L'appello dei rettori italiani non può rimanere inascoltato». Lo ha dichiarato la presidente della Regione Debora Serracchiani, intervenuta al dibattito al polo economico dell'Università di Udine all'iniziativa "Per una nuova primavera dell'università", organizzata a livello nazionale dalla Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui). I rettori delle Università di Udine, Alberto Felice De Toni, e di Trieste, Maurizio Fermeglia, insieme al direttore della Sissa Stefano Ruffo, hanno sottolineato le difficoltà che vive il mondo universitario a causa dei tagli ai finanziamenti negli ultimi anni.

La richiesta che arriva dagli atenei è quella di ripristinare nell'arco di tre anni i fondi a livello del 2008 (serve 1 miliardo di euro in più), di garantire risorse per il diritto allo studio, la semplificazione amministrativa e l'attivazione di lauree professionalizzanti. All'incontro hanno preso parte anche il sindaco di Udine Furio Honsell e il presidente della Provincia Pietro Fontanini.

«In Friuli Venezia Giulia siamo più fortunati rispetto ad altre zone d'Italia - ha esordito Serracchiani - in quanto abbiamo una collaborazione in atto che ha dato vita a un vero e proprio sistema regionale che sta dando ottimi risultati. Il mondo dell'università è cambiato nel corso degli anni, raccogliendo le sfide in atto, e possiamo dire che nella nostra regione è stato compiuto qualche passo avanti in più, penso ad esempio alla capacità di ottenere come sistema risorse alle quali, agendo in maniera non associata, non si avrebbe accesso».

«In un quadro virtuoso - ha aggiunto la presidente - permangono delle criticità. Dal 2008 il fondo ordinario per le università è stato pesantemente ridotto e negli ultimi due anni si è quantomeno fermata la caduta ma è evidente che bisogna trovare nuove risorse. In questo senso l'appello dei rettori va assolutamente raccolto». «A livello nazionale sarà a breve diffuso il piano per la ricerca con una dotazione di 2,5 miliardi, aumentata quindi di 500 milioni di euro» ha ricordato la presidente.

«Sono stati implementati con 50 milioni di euro i fondi per il diritto allo studio e sono state stabilizzate alcune posizioni, in particolare tra i ricercatori e gli specializzandi in medicina». «La Regione dal canto suo accompagna il mondo universitario, appoggiando l'ottimo lavoro svolto dai rettori che hanno saputo lavorare insieme per rendere più forte l'azione non solo per la ricerca di fondi ma anche per creare un sistema capace di affrontare le sfide globali e di mettere a disposizione dei nostri studenti tutti gli strumenti necessari per una formazione di qualità» ha affermato Serracchiani.

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«Siamo l'unica Regione in Italia che investe nel contrasto alla dispersione scolastica - ha puntualizzato la presidente - e tra le poche a sostenere le università con risorse importanti che riequilibrano una criticità storica in termini di finanziamenti. C'è ancora molto da fare, il sistema è stato messo a dura prova e non può mancare l'attenzione a ogni livello istituzionale». «Al mondo della ricerca - ha concluso Serracchiani - chiedo di lavorare a sua volta perché il proprio impegno non rimanga in ambito scientifico ma entri nelle imprese. Il tema del trasferimento tecnologico è particolarmente importante e dobbiamo lavorare perché l'alta qualità del nostro sistema della ricerca arrivi alle aziende».

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