Progetto Bio-Crime, Telesca: «Collaborazione Italia-Austria per contrastare il traffico illegale di animali da compagnia»

«Un problema che non va sottovalutato perché rappresenta un pericolo concreto per la salute dei cittadini»

Si concretizza il progetto europeo Bio-Crime, sviluppato per contrastare il traffico illegale di animali da compagnia e le problematiche sanitarie da esso generate.
L'obiettivo dell'iniziativa, come ha spiegato l'assessore regionale alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Maria Sandra Telesca, è creare «una rete di collaborazione tra Italia e Austria che coinvolga le forze dell'ordine, le magistrature, i servizi veterinari e gli operatori sanitari che operano in questo ambito in entrambi i Paesi».
Il Friuli Venezia Giulia e la Carinzia risultano infatti rotte di transito e di destinazione per il traffico illegale di animali da compagnia. Attraverso i valichi confinari ne passano centinaia, soprattutto cuccioli di cani e gatti, destinati a un mercato nero il cui fatturato, stimato in 300 milioni di euro, è secondo solamente al traffico di droga.

In questi giorni hanno quindi preso il via a Klagenfurt e all'Area science park di Trieste, che coordina le attività formative del progetto, i corsi per pubblici ufficiali e operatori delle forze dell'ordine incentrati su traffico di animali, identificazione e farmaci, procedure investigative e normativa italiana e austriaca, rete internet e deep internet, zoonosi e animal handling, rischio biologico e protocolli di sicurezza.
Inoltre, il 28 ottobre, sempre all'Area science park, la Polizia postale del Friuli Venezia Giulia si confronterà con la direzione della Polizia della Carinzia, mentre per venerdì 29 settembre è previsto un incontro tra magistrati italiani ed austriaci sui sequestri di animali.
Come ha ribadito Telesca, quello della tratta illegale degli animali da compagnia è «un problema che non va sottovalutato perché rappresenta un pericolo concreto per la salute dei cittadini. Oltre a questioni di tipo commerciale ed etico, il traffico illegale di animali comporta un rischio elevato di introduzione di gravi malattie trasmissibili dagli animali all'uomo. Infatti, gli animali comperati sul mercato nero non sono soggetti ad alcun controllo sanitario e possono anche provenire da aree infette».

Concorde il procuratore generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Trieste, Dario Grohmann, il quale ha evidenziato che lo «scambio di informazioni ed esperienze aumenterà la capacità di opporsi a questo traffico che si ripercuote su tante famiglie le quali, inconsapevolmente, acquistano animali con gravi patologie o che hanno subito maltrattamenti. Si tratta quindi di un'iniziativa estremamente positiva e mi auguro che questa collaborazione venga ulteriormente rafforzata».
La console onoraria d'Austria, Sabrina Strolego, ha sottolineato come «l'innovazione si sviluppi anche attraverso questi momenti di scambio, in particolare per un progetto come questo, che tutela le persone e anche gli animali. I trattamenti a cui vengono infatti sottoposti i cuccioli contrabbandati sono spesso terribili e incidono in maniera determinante sulla loro salute, per cui anche loro hanno diritto ad esser tutelati e protetti».

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