Tentata rapina a Opicina: parla il richiedente asilo che ha dato l'allarme

Due ragazzi ospiti della struttura di accoglienza Ics in via di Monrupino hanno notato i due malviventi, che si sono subito dati alla fuga. Tempestivo l'intervento dei Carabinieri

Due uomini armati di spranga penetrano nel recinto di una casa privata ma due richiedenti asilo chiamano i Carabinieri. È successo a Opicina in zona via di Monrupino nella notte tra l’uno e il 2 di agosto, e non sarebbe un caso isolato nella zona: anche nei giorni precedenti una coppia di ladri avrebbe colpito più volte altre abitazioni. I malintenzionati avrebbero tentato di forzare la porta di un capanno degli attrezzi senza riuscirci. I due ragazzi iracheni che hanno visto la tentata rapina, uno di 20 anni e uno di 38, sono ospiti della struttura di accoglienza in via di Monrupino. Senza il loro allarme e il pronto intervento delle forze dell'ordine, forse i malviventi sarebbero entrati in casa, dove dormiva ancora la proprietaria, con conseguenze ben più tragiche. Il più giovane di loro, di cui non riveliamo l’identità, ci fornisce la sua testimonianza.

Cos'hai visto esattamente?
«Ero con il mio amico, stavamo rientrando ed era circa l’1:30 di notte. Passiamo spesso per il bosco perché dalla fermata dell’autobus ci mettiamo 10 minuti a piedi. Passando davanti a una delle villette abbiamo visto due persone: una fuori dal cancello e una all’interno, avevano con loro una spranga di ferro».

Eravate molto vicini?
«Siamo passati a circa 5 metri da loro, appena ci hanno visto sono scappati di corsa. Siamo corsi anche noi nell’istituto e abbiamo contattato i Carabinieri, che sono arrivati subito, all’1.40 erano già sul posto con tre auto».

La proprietaria era a casa?
«Sì, dormiva, non si è accorta di nulla. Ma all’inizio non lo sapevamo, la finestra era aperta quindi i malviventi avrebbero potuto essere già entrati per fare del male alla signora o peggio. Quattro carabinieri l’hanno svegliata e sono entrati a perlustrare la casa».

Hanno rubato qualcosa?
«Lo sapranno i Carabinieri, noi non ne abbiamo idea. L’importante è che nessuno si sia fatto male. Sappiamo che è successo qualcosa di simile, nella notte, anche a un altro vicino di casa».

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Hai avuto paura?
«Avevo paura per le persone in casa, non per me. Quei due avevano un bastone di ferro lungo più di un metro, avrebbero potuto anche avere una pistola per quanto ne sapevamo, e forse avevano fatto qualcosa di irreparabile. Per fortuna tutto si è risolto, alla fine i Carabinieri ci hanno ringraziato moltissimo».

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