Torino-Trieste in bicicletta: il progetto della ciclovia che collega le città del nord

900 chilometri che collegheranno 14 città. Testimonial d'eccezione del progetto Giovanni Storti del trio comico "Aldo, Giovanni e Giacomo". FIAB lancia la raccolta fondi "Adotta 1 chilometro di Aida".

Una ciclovia per collegare Susa a Trieste, passando da Novara e Milano. Si chiamerà Aida - Alta Italia da Attraversare - ed è un progetto FIAB Onlus, inserito nella rete Bicitalia riconosciuta dal Ministero dei Trasporti, che si pone l'obiettivo di collegare le città del nord sfruttando per il 50% itinerari già realizzati. Testimonial d'eccezione del progetto Giovanni Storti del trio comico "Aldo, Giovanni e Giacomo".

Un percorso di 900 chilometri

La ciclabile partirà da Susa e toccherà Torino, Vercelli, Novara, Milano, Brescia, Verona, Vicenza, Padova, Venezia, Treviso, Pordenone, Udine, per arrivare infine a Trieste. Un percorso di 900 chilometri che collegherà dal Moncenisio a Trieste; dalla Francia all’Istria.

L'appello della FIAB

Per realizzarlo però la FIAB ha chiesto un piccolo aiuto a tutti gli amanti della bicicletta ed ecco che ha lanciato una raccolta fondi dal titolo "Adotta 1 chilometro di Aida". Nell'appello si può leggere: "Sono tantissimi i benefici per te e il tuo territorio: un chilometro di ciclovia genera in media 5 posti di lavoro, oltre a 100.000€ di indotto all'anno (fonte Eurovelo), attrae un turismo responsabile e attento, connette la tua città ad altri percorsi ciclabili e città d'arte, e ti consente splendide gite dal ritmo lento e autentico".

Per arrivare da Susa a Trieste ci vorranno almeno 30.000 euro e con quei soldi FIAB potrà tracciare tutto il percorso con GPS, mappare il percorso e documentare le criticità; stampare più di 8.000 adesivi segnavia, resistenti al sole e alla pioggia; posare, laddove sia possibile sul percorso, tre tipologie di adesivi in grado di fare da segnavia al ciclista nei due sensi di marcia; prendersi cura per i prossimi tre anni della manutenzione dei segnavia, a cura delle associazioni locali FIAB; sostenere il progetto della Ciclovia sia dal punto di visto comunicativo, sia dal punto di vista della pressione verso le istituzioni locali e nazionali per un suo pieno sviluppo in armonia con le politiche a favore della mobilità ciclabile.

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