Torrenti: «Multilinguismo caratterizza il turismo in FVG»

Lo ha affermato l'assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti oggi a Tolmezzo (Udine) all'incontro Lingue di minoranza e turismo con i rappresentanti dei circoli culturali germanofoni di Timau e Sauris e le associazioni della comunità slovena della provincia di Udine

"Il multilinguismo e la valorizzazione delle specifiche realtà linguistiche, culturali e storiche caratterizzano e quindi arricchiscono l'offerta turistica del Friuli Venezia Giulia". Lo ha affermato l'assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti oggi a Tolmezzo (Udine) all'incontro Lingue di minoranza e turismo con i rappresentanti dei circoli culturali germanofoni di Timau e Sauris e le associazioni della comunità slovena della provincia di Udine.

All'incontro sono state presentate le valide esperienze di turismo linguistico maturate nel corso degli anni in Val Canale, Val Resia, Carnia e nella Benecia: è rilevante il numero dei turisti sloveni e di lingua tedesca che visitano ogni anno il Friuli Venezia Giulia per conoscere i dialetti, le tradizioni e le identità delle minoranze linguistiche. Questo tipo di turismo cresce anche altrove in Italia, soprattutto in Calabria (grecanici) e ad Alghero in Sardegna (catalani).

Le buone prassi di questo specifico settore sono state illustrate al convegno Lingue e turismo. Le varianti locali delle lingue minoritarie come elementi di richiamo turistico, che si è tenuto nel 2008 in Val Resia. L'offerta turistica, definita di nicchia, ha una ricaduta economica sul territorio e valorizza la lingua e la cultura locali.

"Come Regione siamo convinti - ha spiegato l'assessore Torrenti - che l'offerta turistica del Friuli Venezia Giulia debba essere il più possibile caratterizzata per differenziarsi dalle altre: è necessario quindi migliorare con contenuti identitari le singole proposte per essere più attrattivi".

"In tal senso - ha aggiunto l'assessore - credo che il plurilinguismo non possa essere scisso nell'immaginario dalla valorizzazione ambientale e dall'offerta enogastronomica di una determinata realtà geografica". Questa prospettiva di sviluppo fermerebbe d'altronde il fenomeno dell'emigrazione dalla montagna friulana, "che la Giunta regionale è determinata a fermare, attuando gli investimenti".

Le associazioni hanno parlato con l'assessore Torrenti anche della possibilità di istituire specifiche specializzazioni per guide turistiche, che potrebbero così esercitare meglio la propria professione nei territori caratterizzati dalla presenza delle minoranze. All'incontro è stato proposto di sviluppare specifiche forme di collaborazione transfrontaliera per offrire pacchetti turistici e marketing territoriale.

Per Marco Stolfo (ARLeF, Università degli Studi di Udine) è necessario sviluppare maggiormente nelle menzionate aree il plurilinguismo visivo ("specialità nella normalità") e pubblicizzare simili iniziative (festival del cinema nelle lingue minoritarie) che contribuiscono a rendere più attrattivi i territori.

Velia Plozner del circolo Unfer di Timau ha richiamato l'attenzione sulle possibilità di sviluppo del turismo linguistico nell'ambito del Comitato unitario delle isole germanofone in Italia, che sta riflettendo sulla creazione di un marchio unitario per i prodotti locali.

La Riforma regionale delle Autonomie locali può rappresentare un'opportunità per diffondere sul territorio simili progetti, ha ricordato Torrenti, aggiungendo come "simili iniziative di sviluppo della ricchezza linguistica si possono ricercare anche all'interno della nuova strategia della macroregione Alpina".

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Hanno partecipato alla riunione anche Lucia Protto (Circolo culturaleFulgenzio Schneider di Sauris), Marina Cernetig (Istituto per la cultura slovena di San Pietro al Natisone), Luisa Cher (Centro ricerche culturali di Lusevera), Luciano Lister (Associazione Don Mario Cernet della Val Canale) e Luigia Negro (Rozajanski dum di Resia).

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