Traffico di droga, sgominata banda italo-albanese: 9 arrestati (FOTO)

12.24 - L'operazione "Bubi" ha visto una proficua collaborazione delle forze di polizia italiane e slovene: sequestrati 1,5 chili di cocaina, 750 grammi di hashish e 27.000 euro in contanti

Nove persone arrestate, quaranta perquisizioni, oltre un chilo e mezzo di cocaina e 750 grammi di hascish recuperati, nonché più di 27.000 euro in contanti sottoposti a sequestro: è questo il risultato di una complessa e articolata attività di indagine effettuata dalla Polizia di Stato di Trieste e dalla Polizia slovena di Capodistria, coordinata dalle rispettive Procure.

Le indagini sono partite lo scorso mese di maggio, a seguito del sequestro di circa 200 grammi di cocaina effettuati a carico di Andrea Tonini, incensurato triestino; in quest'occasione la Polizia di Stato di Trieste ha dato il via all'attività volta a individuare il canale di approvvigionamento della sostanza stupefacente. Gli inquirenti sono così riusciti a individuare un gruppo di albanesi, regolarmente residenti in città, particolarmente attivo nello smercio di cocaina.

Subito sono cominciati gli appostamenti e pedinamenti da parte degli agenti della Squadra Mobile, guidati da Roberto Giacomelli. Le operazioni hanno permesso di individuare un primo deposito di cocaina utilizzato dagli albanesi, che avevano adottato un particolare sistema di occultamento:  questi utilizzavano un Vespa rubata e parcheggiata nei pressi dell’ospedale Maggiore, al cui interno venivano custodite le dosi da cedere ai vari acquirenti.

Grazie anche alla costante e assidua attività di osservazione la Polizia è riuscita a cogliere diversi incontri con i loro clienti, ai quali sono seguite delle perquisizioni che hanno permesso di ottenere numerosi elementi di prova; di seguito l'autorità giudiziaria, nella figura del Producatore Carlo Mastelloni, ha optato per il differimento degli arresti dei fornitori e di alcuni clienti che, dopo essersi approvvigionati di consistenti quantitativi di cocaina, li rivendevano a loro volta.

Sempre attraverso i pedinamenti, la Polizia è riuscita a individuare in un appartamento di via Vignola 4 il domicilio/base degli spacciatori. Il proseguo delle indagini, durate circa cinque mesi (l'attività criminale presumibilmente era in piedi da almeno un anno), ha permesso poi di delineare in modo più preciso il modus operandi dei soggetti coinvolti e la composizione del sodalizio criminale, con a capo il cittadino italiano Francesco Scovino, di anni 28, nato a Mesagne (BR) ma residente a Trieste, e il cittadino albanese Ibrahim Rezi, di anni 26.

Questi due, insieme agli altri sette componenti della banda, risultavano domiciliati in territorio sloveno, più precisamente ad Ancarano (dove avevano affittato un appartamento a nome di una ragazza ucraina regolarmente residente): a questo punto è stato dato il via all'attività congiunta con il Settore di Polizia Criminale di Capodistria (con a capo Dean Juric e il pm Janja Hvala).

Nel frattempo, sempre grazie alla costante attività “sul campo”, il personale impiegato nelle indagini è risalito a un ulteriore deposito della cocaina nella zona boschiva del Ferdinandeo. Osservando in questo caso le mosse di Spartak Mucollari, cittadino albanese di 28 anni, sono stati sequestrati 3 involucri del peso rispettivo di 160, 82 e 68 grammi di cocaina, nascosti in un vaso di vetro occultato sotto terra. Un ulteriore deposito della droga, poi, è stato individuato in via Buonarroti dove veniva utilizzata un'auto di un complice, al cui interno erano custoditi altri 110 grammi. Sempre in merito ai nascondigli utilizzati dai trafficanti, la Polizia slovena è riuscita a individuare e sequestrare 700 grammi di cocaina occultati in una zona boschiva nei pressi di Ancarano

La droga, probabilmente di origine albanese, veniva trasportata in Italia a bordo del medesimo taxi sloveno, il cui proprietario è poi risultato complice della banda, spesso all'interno di buste della spesa contenenti delle lattine di Coca-Cola con il doppio fondo. Proprio gli spostamenti in taxi hanno cominciato a far sospettare gli agenti: infatti i nove arrestati, tutti pregiudicati e disoccupati, mantenevano uno stile di vita al di sopra delle loro reali possibilità.

Dei nove arrestati, cinque sono di nazionalità albanese e quattro italiana: sette di questi sono stati fermati dalla Polizia italiana, mentre i restanti due dalle forze slovene. Per loro il reato è quello di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga. 

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