Tragedia in porto, D'Agostino: "Morire sul lavoro è sempre inaccettabile"

Il Presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Orientale esprime il suo cordoglio alla famiglia del lavoratore, guardiafuochi dipendente della società Cosp, deceduto per un incidente sul lavoro nella serata del 28 settembre a bordo della nave Ephesus della UN.RO.RO, che svolgeva le operazioni portuali presso il terminal Samer Seaport

"Morire sul lavoro è sempre inaccettabile, esprimo il mio più profondo cordoglio alla famiglia di Roberto Bassin". Il Presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino, certo di rappresentare anche il dolore profondo di tutte le maestranze e degli operatori del porto di Trieste, si stringe attorno alla famiglia del lavoratore, guardiafuochi dipendente della società Cosp, deceduto per un incidente sul lavoro nella serata del 28 settembre a bordo della nave Ephesus della UN.RO.RO, che svolgeva le operazioni portuali presso il terminal Samer Seaport. Un pensiero di solidarietà e di sostegno morale deve essere anche espresso nei confronti dell’autista del trattore portuale e della sua famiglia, coinvolti nell’incidente che, al di là delle responsabilità in corso di accertamento da parte degli inquirenti, sono stati anch’essi travolti da un’immane tragedia.

L’Authority esprime anche condivisione per l’iniziativa di astensione dal lavoro in segno di lutto e solidarietà, proclamata nella giornata di oggi dalle Organizzazioni sindacali. "Sul tema della sicurezza sul lavoro non si deve mai abbassare la guardia - ha dichiarato D'Agostino - e già nei prossimi giorni incontreremo le Organizzazioni sindacali e i Rappresentanti per la sicurezza di sito, al fine di individuare ulteriori iniziative per migliorare il sistema di prevenzione degli infortuni nel porto di Trieste". Sistema che in questi anni ha registrato una proficua collaborazione fra le strutture di vigilanza sanitaria, gli Enti preposti ai controlli di sicurezza, i rappresentanti dei lavoratori e le strutture aziendali deputate alla prevenzione. Da questo punto di vista il lavoro di formazione, vigilanza, regolazione del lavoro svolto in questi anni nello scalo giuliano rappresenta un modello a livello nazionale. Tuttavia, il drammatico e tragico incidente che ha visto la morte di Roberto Bassin indica che gli sforzi non sono mai sufficienti e che l'elevata pericolosità del lavoro portuale impone a tutti uno sforzo ulteriore e straordinario di attenzione e vigilanza. "Siamo disponibili fin d’ora a raccogliere indicazioni e suggerimenti per migliorare i sistemi di prevenzione e di presidio sanitario in area portuale".

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"Questo tragico momento, - conclude D'Agostino - deve unire ancora di più tutte le forze istituzionali e la comunità del nostro porto impegnate in questi anni in un gigantesco sforzo mirato a fare di Trieste un’esperienza d’avanguardia per l’innovazione, l’intermodalità e la tutela sociale del lavoro".

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