In Cavana arriva "Trapizzino", lo street food che ama la tradizione

Dopo Roma, Milano, Torino e New York "l'angolo di pizza bianca a forma di tramezzino farcito con le ricette della cucina romana, italiana e internazionale" è pronta a conquistare anche i triestini

Foto di Giovanni Aiello

I primi di aprile arriva in Cavana "Trapizzino", l'idea made in Italy che vuole omaggiare la famosa "scarpetta". Come si può intuire dal nome, si tratta, come specificato dai proprietari, "di un angolo di pizza bianca a forma di tramezzino farcito con le ricette della cucina romana, italiana e internazionale" . L'invenzione ha ormai dieci anni ed è nata nella cucina di una pizzeria a Roma.

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La storia

"Il Trapizzino è stato inventato da Stefano Callegari, noto mastro pizzaiolo romano - ci ha raccontato Paul Pansera, braccio destro di Stefano, amico e grande professionista del mondo della ristorazione -. E' nato dalla sua golosità. Immaginatevi pizzaioli e cuochi intenti a preparare il loro pasto. Sperimentando, un giorno, Stefano ha preso l'angolo di una teglia di pizza bianca e, avendo cucinato del pollo alla cacciatora, l'ha riempito. L'ha aperto come se fosse una sacca e ci ha messo la cucina in umido. Studiando, perfezionando l'impasto con il lievito madre e diverse farine, quella "sacca" è diventata quello che oggi è il Trapizzino".

Da quella cucina, l'invenzione ha fatto un bel giro: dal primo locale a Testaccio, a quello in zona ponte Milvio di fronte allo stadio dove, grazie alle partite, è stato assaggiato da palati internazionali, alle successive aperture a Roma fino ad arrivare a Milano, Torino, Firenze e, ovviamente, Trieste.

Ma non solo, tra le tappe c'è stata anche New York ed è stata una bella storia: "Siamo andati in America al Madison Square con uno zainetto e tanta voglia di fare. Il giorno successivo eravamo sul New York Times. E' stato in quel momento che abbiamo deciso di dedicarci unicamente ai trapizzini. E al supplì, una ricetta antichissima".

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La mission

"Alla base di questa idea c'è una mission per noi molto importate. Oramai non si sta più dietro i fornelli come una volta. Un tempo si cominciava a cucinare al mattino e ti svegliavi con il profumo dei sughi fatti in casa. Vogliamo in qualche modo raccontare e mantenere viva questa tradizione. Ogni ripieno, ogni ricetta è frutto di ore e ore di cucina. E la differenza si sente".

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I gusti

Sicuramente prenderci per la gola è un buon modo per ricordarci certe cose. Quindi come non voler assaggiare i 5 gusti classici: pollo alla cacciatora, da cui tutto è nato; polpetta al sugo, amata da adulti e bambini; parmigiana di melanzane, la proposta vegetariana che piace anche ai carnivori; doppia panna e alici, con stracciatella di burrata e alici del Cantabrico e lingua in salsa verde. E se non vi bastassero, ci sono anche quelli speciali che variano a seconda della stagione.

Ad accompagnare queste delizie non può mancare un buon calice di vino a scelta tra bottiglie del Lazio, Lombardia e Friuli.

Buon appetito!

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