Trasferimento a Taranto, la Fiom in difesa di Sasha Colautti: «Azione chiaramente antisindacale»

Il sindacato sulla decisione della società: «Aggressione che mina le fondamenta delle libertà sindacali e dei diritti di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori»

«La Fiom Cgil di Trieste è venuta a conoscenza della lettera con la quale la Wartsila Italia comunicava al collega ed ex funzionario fiom Sasha Colautti il suo trasferimento a Taranto a partire dal 1 luglio e l’impedimento allo stesso di entrare in stabilimento fin da subito. Da parte della Fiom Cgil di Trieste e da parte dell’intera Cgil di Trieste va a Sasha Colautti e alla sua famiglia la più forte e fraterna solidarietà alla quale, con la proclamazione immediata dello sciopero, operata dalle Rsu Fiom in Wartsila, sono già seguiti i fatti».

Così l'ex sigla sindacale del 35enne triestino Sasha Colautti che questa mattina ha ricevuto appunto una lettera di trasferimento a Taranto: «Con la proclamazione immediata dello sciopero la Fiom di Trieste denuncia la gravità assoluta di questa decisione aziendale che, nella insostenibile genericità delle motivazioni (mancanza di occasione di ricollocazione dopo il suo recente rientro dall’aspettativa sindacale) , rappresenta un’azione chiaramente antisindacale».

Il sindacato «ritiene inoltre che un’azione simile rivolta contro un lavoratore che ha appena terminato la sua aspettativa sindacale suona come un’aggressione che mina le fondamenta delle libertà sindacali e dei diritti di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori».

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