Trasferito a Taranto: Sasha Colautti si incatena alla Wärtsilä (FOTO)

Il 35enne triestino sarebbe dovuto tornare a lavoro dopo il distaccamento sindacale: parte lo sciopero spontaneo dei colleghi

foto di Gianluca Castelli

Trentacinque anni. Due figli. Sarebbe dovuto tornare a lavoro in fabbrica, alla Wärtsilä, il primo di giugno scorso: dopo il distaccamento sindacale aveva deciso di tornare a fare l'operaio, lasciando il sindacato, la Fiom, per passare all'Usb. «Fin da subito però ho trovato resistenza, ostruzionismo: ogni giorno mancava un carta». Oggi però le carte non mancavano, anzi, è stata consegnata a Sasha Colautti una lettera di trasferimento a Taranto: «Al di là del fatto che l'officina di Taranto è da tempo che la società vuole dismetterla, si tratta di un grave atto nei miei confronti, nei confronti dei lavoratori in genere e nei confronti del sindacato».

Per protesta Sasha Colautti si è incanetato all'ingresso principale della Wartsila di San Dorligo della Valle: subito intorno a lui si è formato un capannello di lavoratori, colleghi dell'officina, che ha indetto uno sciopero spontaneo. Ovviamente poi sul posto sono giunte le forze dell'ordine (Carabinieri e Digos), ma il 35enne non molla: «Non mi scateno finchè non viene ritirato il trasferimento: vi ho difeso sempre quando ho potuto e ora io chiedo a voi di difendere me. Scioperate, smettete di lavorare subito - è l'appello che lancia anche su Facebook -. Protestate per questo atto scellerato e meschino».

Nella lettera, la società, spiega che il lavoratore avrà diritto a un'indennità di trasferta di 1500 euro e mansioni in cui è specializzato (Service Technician). 

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