ll Comune lancia la campagna contro gli stereotipi di genere

L'ingegnere è ancora vista come professione maschile, l'insegnante invece è donna. Presentata questa mattina la campagna di sensibilizzazione della Commissione Pari Opportunità che punta a "ricondurre ad una giusta percezione dei ruoli degli uomini e delle donne". 100 manifesti sugli autobus per tutto novembre

Il Comune di Trieste lancia una campagna di sensibilizzazione che mira a "ricondurre ad una giusta percezione dei ruoli di uomini e donne nello sviluppo delle pari opportunità". La proposta nasce dalla Commissione Pari Opportunità e viene realizzata in collaborazione con l'Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia. Cento sono infatti i manifesti che rimarranno visibili sugli autobus della Trieste Trasporti per tutto il mese di novembre. 

La campagna è stata presentata questa mattina in Municipio dall'Assessore comunale alle Pari Opportunità Serena Tonel con la presidente C.P.O Laura Di Pinto, Anna Mozzi e Daniela Pantaleo, Leonardo Ligresti dell'Agenzia IGP-Decaux, concessionaria pubblicitaria per Trieste Trasporti.

“Ho voluto appoggiare pienamente questa campagna innovativa - ha dichiarato la Tonel - che è stata realizzata grazie alla preziosa collaborazione dell'Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia (che ha dato il patrocinio all’iniziativa), in particolare a Federica Parri, componente della CPO e a Giandomenico Bagatin e che vuole ricondurre ad una giusta percezione dei ruoli di uomini e donne nello sviluppo delle pari opportunità".

Educazione, famiglia e lavoro i temi

"Molte infatti sono ancora le disparità che riguardano vari campi della società - ha continuato l'Assessore -  ad esempio le aspirazioni di carriera e le retribuzioni economiche. Le immagini sui bus e i manifesti affissi (100 in tutto) sono volutamente provocatori e si concentrano su tre ambiti individuati e scelti in modo ponderato con l'impegno corale di tutti noi: educazione, famiglia e lavoro. E' intanto un primo importante passo, in via sperimentale, che mi auguro sia un efficace spunto di riflessione anche per altre prossime campagne”.

Nei prossimi mesi alcuni temi "rimasti fuori" da questa prima tranche potranno essere oggetto di ulteriori campagne di sensibilizzazione. Questi progetti mirano a catturare l'attenzione dei cittadini su aspetti spesso discriminatori tra uomini e donne, su scelte e comportamenti che spesso condizionano in modo sottile e  non consapevole.

Una donna cura la casa 5 ore al giorno, gli uomini solo un'ora

La presidente Di Pinto della Commissione ha sottolineato alcuni dei punti focali della campagna messa in atto "attraverso slogan semplici e chiari perché possano essere compresi facilmente e velocemente da tutti (il tempo in cui passa un autobus), per questo è stata realizzata un’immagine a cui affiancare un testo esplicativo. Ad esempio l'impegno gravoso che quotidianamente devono affrontare le donne sia al lavoro che a curare la casa a cui in particolare, secondo un'indagine effettuata, dedicano almeno 5 ore al giorno, mentre gli uomini 1 ora soltanto".

"Non solo, in ambito lavorativo le donne risultano 'sottopagate' il 30% in meno rispetto agli uomini. Spero che la realizzazione di questo progetto 'visivo' per la cittadinanza abbia successo e che tutti possano recepire ciò che si vuole trasmettere attraverso questi messaggi" ha concluso Di Pinto.

L'ingegnere come mestiere da uomini, l'insegnante ancora donna

Sfortunatamente alcune professioni ancora oggi vengono definite "riserva indiana" dei mestieri "da colletto rosa": l'insegnamento e le risorse umane, solamente per citare due esempi. Altre professioni nei campi della tecnologia, dell'ingegneria, delle scienze e matematica invece vengono ancora percepite come prettamente maschili. Proseguire il lavoro di sensibilizzazione affinché gli stereotipi vengano progressivamente abbattuti può aiutare nel creare uguaglianza di genere e, perché no, migliorare il mondo in cui viviamo. 

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