Trieste sul New York Times in un articolo di Beppe Severgnini

"Una città che da sempre ha oscillazioni politiche, seduta sulla linea di frattura del potere europeo"

Trieste viene citata, oltre che dettagliatamente descritta e interpretata, da Beppe Severgnini in un articolo sul New Yourk Times dl titolo: "Il governo italiano guarda verso est. O ci sta andando?" Come sottotitolo: "Il paese si trova dove si incontrano le sfere di influenza di Mosca e Bruxelles". Come si intuisce dal testo, Severgnini vede in Trieste lo specchio delle contraddizioni di un momento storico e dell'attuale situazione politica. La prima parte dell'articolo è incentrata proprio su Trieste. La riportiamo, tradotta:

"Trieste, Italia - Mi piace questo posto non so perché. Non ci sono nato, non ci sono cresciuto, non ci ho mai vissuto e non sono mai scappato da qui. Non mi sono neanche mai innamorato qui, passeggiando una sera nella splendida piazza unità, uno dei suoi quattro lati affacciati sul mare. Credo che Trieste mi piaccia perché è un confine tra la geografia, la mente e molto di più.

Nascosta nell’angolo nord orientale dell’Italia, è latina, tedesca, slava. Il sud finisce qui: il mare Adriatico lambisce le coste dell’Europa, poi decide che non può andare oltre. Il Nord si ferma qui: L’altipiano carsico è una terrazza per il continente e attraverso i secoli la gente di Vienna è venuta a godersi la vista. L'est si ferma qui: i sospiri della Russia non sono mai andati oltre questa soglia. L’ovest si ferma qui: le basi Nato sono pronte a respingere gli invasori rimasti sparpagliati in giro da ciò che resta del patto di Varsavia. Trieste è stata creata dall’impero asburgico, nel primo settecento era solo un grande villaggio di pescatori, produttori di sale e orticoltori.

L'impero l'ha trasformata in un porto, con il monopolio delle importazioni e delle esportazioni, i prelievi privilegiati, le tariffe ferroviarie agevolate - un mondo che è appassito alla fine di un secolo fa.  Da allora, Trieste ha attraversato di tutto. È stata riconquistata dall'Italia nel 1918, poi scelta come città simbolo del Fascismo. Fu occupata dai nazisti nel 1943, poi presa dai comunisti jugoslavi nel 1945. Nel 1947, Trieste fu sottoposta al governo militare anglo-americano; solo nel 1954 entrò a far parte dello stato italiano. Oggi, finalmente, è una città europea prospera e pacifica. Il porto marittimo, la cantieristica, il caffè, le compagnie di assicurazione e gli istituti di ricerca scientifica offrono posti di lavoro a tutti. Ma è una città che da sempre ha oscillazioni politiche, seduta sulla linea di frattura del potere europeo".

Clicca qui per leggere l'articolo completo sul New York Times.

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