Il degrado dei palazzi abbandonati in via Udine

Il caso che riportiamo è quello di due stabili di via Udine, rispettivamente ai civici 67 e 69. La zona è quella all'altezza di via Tor San Piero, in un tratto di strada che dà la sensazione di essere “morto” da tempo. In uno dei due edifici un tempo il ristorante "La Pampa"

A Trieste esistono interi palazzi completamente abbandonati. La notizia non rappresenta certamente una novità e nonostante il degrado urbano sia sotto gli occhi di tutti, spesso sembra non esistere soluzione immediata. Il caso che riportiamo oggi è quello di due stabili di via Udine, rispettivamente ai civici 67 e 69. La zona è quella all’altezza di via Tor San Piero, in un tratto di strada che dà la sensazione di essere “morto” da tempo.

Le facciate completamente abbandonate

I due edifici vennero costruiti su tre piani alti più il piano terra, che ha gli ingressi sul marciapiede. Arrivando da Roiano la facciata del primo sembra essere in condizioni peggiori rispetto al secondo. Gli scuri delle finestre sembrano stare su per miracolo e una delle entrate al piano terra è sprangata da una catena e un grosso lucchetto. Sulla facciata si nota ancora la conosciuta targa delle Assicurazioni Generali, quella che campeggia su molti palazzi triestini e non solo. In questo edificio ci sono alcuni campanelli e su uno di essi è riportato nome e cognome di una persona, anche se non sembra essere una casa accogliente.

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Un tempo c'era il ristorante "La Pampa"

La facciata è stata lordata da alcuni writers, in un tentativo, malcelato, di “colorarne” una parte. Le porte in legno delle entrate che danno sul marciapiede riflettono una evidente marcescenza e, non ultima, un reale abbandono. Tra il primo e il secondo edificio trovava spazio un ristorante latino-americano. “La Pampa” è il nome che si riesce ancora a leggere sull’insegna, sbiadita e abbandonata a sé stessa. Sulla facciata sopravvivono, per così dire, alcuni faretti; uno di essi starebbe per cadere.

Gli interrogativi: perché sono in questo stato?

Il secondo palazzo ha tutta l’aria di esser stato un edificio un po’ più “signorile”. L’architettura e lo stile infatti richiamano motivi neoclassici. Nonostante un passato presumibilmente “benestante”, anch’esso è in uno stato di abbandono e incuria manifesti. Anche qui l’entrata che dà sul marciapiede è in condizioni pessime, dimostrando che la poca cura nei confronti di questo edificio diventa espressione che rasenta l’eufemismo. Al di là dell’evidenza – che molti triestini avranno notato in tutti questi anni – rimangono alcuni interrogativi. I palazzi sono di proprietà di qualche privato? Quanto tempo è che i due edifici sono abbandonati? Nel primo edificio abita ancora qualcuno? Per quale motivo la visibile situazione di abbandono ha prevalso sul normale “esercizio” della quotidianità?

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In attesa delle risposte

Queste sono solamente alcune delle domande alle quali, le persone in possesso, potrebbero e dovrebbero dare risposta. Perché quando parliamo di comunità allora le responsabilità devono essere di chi è in grado di ridare dignità alle pratiche dei singoli e delle collettività. Trieste, via Udine 67-69, 26 febbraio 2019.

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