Ulisse Fiab: «Niente bici a Muggia». Marzi replica: «Dobbiamo tutelare tutti» (FOTO)

L'associazione: «Un freno ai cicloturisti, 11mila nel 2006». Il sindaco: «Basta scendere dalla bici per 200 metri»

La sezione FIAB Muggia Ulisse, associazione di cicloturisti e ciclisti urbani, esprime forte contrarietà per la preannunciata ordinanza di chiusura del centro storico di Muggia alle biciclette. Il provvedimento annunciato, secondo i portavoce dell'associazione, sarebbe un freno sia alla mobilità ciclistica urbana che al cicloturismo, entrambi in forte crescita negli ultimi anni a Muggia, a fronte del fatto che non si è mai registrato un incidente e che per contrastare eventuali eccessi c'è già il Codice della Strada il quale prevede che "i ciclisti debbono procedere a una velocità tale da evitare situazioni di pericolo per i pedoni".

«Invece di punire chi non rispetta queste regole - dichiarano i poortavoce - togliendo a tutti la possibilità di attraversare il centro storico in bici, si corre il rischio di disincentivare l'uso di questo mezzo sostenibile che migliora il traffico, l'ambiente e la salute. I Centri Storici in particolare, sono i luoghi deputati alle relazioni umane, dove educhiamo e sproniamo all'indipendenza i nostri figli. Il Centro Storico è un luogo da vivere. L'armonia del rispetto reciproco va costruito non imposto».

FIAB Muggia Ulisse è inoltre molto preoccupata per i problemi di sicurezza che questo provvedimento, se attuato, porterà: «pensiamo soprattutto ai ragazzi/e delle medie che da Zindis vanno o potrebbero andare a scuola in bicicletta, o ai numerosissimi bagnanti adolescenti che sempre in maggior numero usano la bicicletta. Con la chiusura del centro saranno obbligati ad utilizzare la stretta e lunga galleria per attraversare la città arrivando dal lungomare. Da questo punto di vista il pericolo l'ordinanza non lo previene ma lo crea».

Paventati anche svantaggi per l'economia: «Muggia ha nel 2016 visto passare più di 11mila cicloturisti, molti dei quali arrivati con il traghetto Delfino Verde. E' la bellezza del Centro Storico a trainare questa invasione pacifica e redditizia. Nessuno di questi viaggiatori si mette in viaggio da sprovveduto. In Rete le notizie viaggiano velocemente. Da indesiderati è un gioco saltare la sosta a Muggia per dirigersi direttamente a Capodistria e Isola che li accoglie a braccia aperte. Vale la pena utilizzare un provvedimento così restrittivo per imporre un divieto a un paio di ciclisti maleducati, quando a pagare saranno genitori, ragazzi, bar, ristoranti e operatori economici, i veri destinatari, in negativo, di questa ordinanza?»

Così replica il sindaco Marzi: «Da nessuna parte sta scritto che si obbliga i ciclisti a percorrere la galleria né che essi non potranno più entrare in centro storico! Affermazioni come queste sono una “libera interpretazione” nate forse da una lettura fugace o parziale, essendo certi che non vi sia alcun intento di strumentalizzazione da parte di un’associazione con la quale abbiamo condiviso intenti e progettualità fino ad oggi. Ciò che nell’ordinanza si chiede è di rispettare il nostro centro storico percorrendolo (saranno al massimo 200 mt?!) a piedi e accompagnando quindi la bicicletta per poi risalire in sella e continuare».

«Pare evidente - argomenta Laura Marzi - che i pubblici amministratori abbiano il dovere di guardare all’interesse pubblico prima che all’interesse solo di una parte di cittadini. L’ordinanza prima di tutto vuole regolamentare il traffico di veicoli a motore troppo spesso usati a sproposito, vedi scooter, autoveicoli di privati o di ditte, o veicoli non meglio identificati che troppo spesso avevano un qualche sgombero o trasloco da fare a qualsiasi ora del giorno. Non ultimo, la medesima definisce anche un uso improprio di biciclette condotte da qualche adulto e da minori non più nell’età del solo gioco».

«Il documento, ovviamente - precisa il sindaco - nasce da un’esigenza complessiva di ordine e regolamentazione piuttosto sentita e per la quale siamo stati sollecitati da numerosi residenti del centro storico. Abbiamo cercato di farlo! Noto che, come troppo spesso accade, di un documento non si legge la totalità ma solo quello che parrebbe portare via al nostro interesse personale un diritto inalienabile, decontestualizzandolo dall’insieme».

«Faccio presente -prosegue - che quest’obbligo è già vigente da diversi anni (e segnalato quando si passa il portale in pietra posto all’entrata del centro storico della città) e messo in pratica, infatti, da tutti i turisti che sempre più numerosi vengono a visitare la nostra Muggia. Mi rincuora vedere i tanti cicloturisti che hanno rispetto degli altri e passano nel centro storico scendendo dalla sella della bicicletta non per il divieto di per se stesso ma per la loro cultura di rispetto verso il prossimo e verso i tanti centri storci millenari che attraversano nei loro tour».

«Ciò non toglie - conclude - che, proprio perché in qualità di pubblici amministratori abbiano il dovere di guardare all’interesse pubblico nella sua totalità, come persone responsabili e capaci di ascoltare tutti il Sindaco di Muggia, su mia richiesta e sentiti tutti gli altri assessori, ha sospeso il percorso dell’ordinanza. A breve sarà organizzato un incontro pubblico in cui TUTTI avranno modo di confrontarsi non solo con noi, ma anche tra loro, al fine di trovare un giusto equilibrio per il vivere di tutta la comunità».


 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Riccardo Scamarcio in piazza Unità: battibecco con Telequattro e poi le scuse

  • Incidente in strada nuova per Opicina: due minorenni feriti, uno grave

  • Terribile schianto in Slovenia, morto sul colpo un triestino di 89 anni

  • Strada nuova per Opicina, terzo schianto in meno di 24 ore

  • Atti osceni in luogo pubblico in corso Saba: nei guai 58enne

  • Minorenne picchiato da un 'ambulante': il racconto della vittima

Torna su
TriestePrima è in caricamento