Facoltà di Medicina, Udine non ci sta: «A Trieste più matricole: 134 a 92»

Ieri i test di ammissione alle facoltà, ma il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, denuncia la marcata differenza tra le due università: «Malgrado il maggior bacino di utenti e di strutture sanitarie operative sul territorio provinciale rispetto all’area triestina»

Trieste batte Udine nella possibilità d’accesso al corso di laurea in medicina e chirurgia. Per il nuovo anno accademico l’ateneo del capoluogo giuliano immatricolerà 134 studenti, 42 in più rispetto a Udine, dove le porte della facoltà si apriranno a 92 aspiranti camici bianchi. «Uno squilibrio evidente, l’ennesimo, nei confronti di Udine, malgrado il maggior bacino di utenti e di strutture sanitarie operative sul territorio provinciale rispetto all’area triestina» tuona il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, nel denunciare la marcata differenza tra le due università.

«Un’ingiusta distribuzione delle opportunità di formazione nell’area medica che penalizza Udine e favorisce Trieste - aggiunge con toni accesi Fontanini – che si somma ad altre disparità perpetrate ai danni del Friuli, anche in questo settore, come il taglio dei primari. A pagare il prezzo più alto della riorganizzazione sono state le strutture di Udine e Pordenone. Insomma uno squilibrio dietro l’altro e in diversi campi; così davvero il Friuli continuerà a essere schiacciato e addirittura annullato da Trieste. Il percorso pare ormai tracciato da tanti – troppi – evidenti segnali».

29.12.2014-Fontanini-Foto-5-2Fontanini intende fare chiarezza sulla questione e preannuncia una lettera aperta al rettore dell’Ateneo friulano, Alberto Felice De Toni. Un impegno coerente e conseguente al ruolo di garante del “Patto Università-territorio friulano” del 2008, sottoscritto a palazzo Belgrado dalle istituzioni locali, dalla Chiesa, dalle categorie economiche e dalle associazioni sindacali. «Un Patto – ricorda ancora Fontanini - finalizzato a stringere le istituzioni friulane intorno al loro ateneo, ateneo la cui storia è nata proprio con la facoltà di medicina cui molti studenti ambiscono in quanto rappresenta un’eccellenza dell’Università friulana così come lo è la qualità dell’assistenza fornita ai pazienti in tutti i nostri presidi ospedalieri e sanitari».

Fontanini esprime perplessità anche sulla consistenza, a livello regionale, delle nuove immatricolazioni ai corsi di laurea di medicina e chirurgia. «Mentre in Fvg, tra Udine e Trieste verranno accolti 226 nuovi studenti, in Veneto i posti disponibili sono 580 tra gli atenei di Verona e Padova; maggiore ancora la differenza con la Campania con la previsione di 1061 nuovi ingressi. Differenze correlate senza dubbio ai diversi “numeri” delle regioni in termini di popolazione ma, comunque di gran lunga superiori al contingente davvero ristretto di nuove immatricolazioni previsto in Regione. Una riflessione in questo senso va fatta – aggiunge Fontanini - anche alla luce della carenza di medici che si profila per i prossimi anni e che ci porterà, forse, ad assorbire professionisti da fuori regione o addirittura paese».

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