Uti, Panontin: «Rinvio Tar non pregiudica riforma, avanti tutta»

L'assessore Paolo Panontin: «Non vedo per quale ragione dovremmo prestare ascolto oggi a chi non ha fatto altro che boicottare la riforma»

«Agli effetti pratici della riforma, la scelta del Tribunale amministrativo regionale non produce alcuna conseguenza: la legge infatti rimane in vigore e può quindi, allo stato attuale, seguire il suo iter naturale».

E' il commento dell'assessore regionale alle Autonomie locali Paolo Panontin al rinvio, disposto dal Tar del Friuli Venezia Giulia, all'udienza straordinaria del 26 maggio 2016, appositamente fissata per la discussione e la decisione su tutti i ricorsi proposti, sia per l'annullamento della Dgr n. 1282/2015, sia avverso la nomina effettuata dalla Regione dei Commissari ad acta ai fini dell'adozione dell'atto costitutivo e dello statuto delle Unioni Territoriali Intercomunali (Uti).

«L'Amministrazione regionale - ha dichiarato l'assessore Panontin - prende atto della decisione odierna del Tar, che rinvia all'udienza straordinaria del 26 maggio la discussione dei 57 ricorsi, promossi da altrettanti Comuni della regione, per l'annullamento della delibera della Giunta regionale che approva il Piano territoriale di riordino delle Uti». «Ricorsi che, come sentenziato oggi dai giudici - ha aggiunto l'assessore - saranno discussi unitamente agli altri 27 proposti dai Comuni contro i commissarimenti».

«Di fatto il Tar - ha puntualizzato Panontin -, per avere un quadro definitivo del contenzioso e sulla base di una valutazione di opportunità, ha inteso mettere insieme i due tipi di ricorsi, chiamando alla pubblica udienza, e non alla Camera di consiglio, anche quelli relativi alla nomina dei commissari. Non si vede quindi - ha detto ancora l'assessore - in che modo da tale rinvio possa derivare alcuna conseguenza politica, come variamente auspicato dalle opposizioni».

Da parte della presidente della Regione Debora Serracchiani viene ribadito «sconcerto per l'atteggiamento contradditorio di quei soggetti che hanno deciso di rivolgersi a un tribunale, non per assicurarsi rapida e certa giustizia, ma con l'auspicio ormai conclamato che la sentenza giunga il più tardi possibile. Trasformare l'iter della giustizia in un tiro alla fune politico - ha concluso la presidente - non è quanto ci si aspetta da rappresentanti delle istituzioni». 

«A leggere le dichiarazioni di alcune forze politiche consiliari di minoranza, il rinvio deciso dal Tribunale amministrativo regionale del Friuli Venezia Giulia ha offerto un qualche motivo di gioire, ma a leggere l'ordinanza del Tribunale si tratta solo di un mero rinvio che, in quanto tale, non produce alcun effetto sul percorso della riforma».

Il termine per la costituzione per legge delle Unioni territoriali (Uti) tra i Comuni che a quella data avranno approvato lo statuto «non cambia», ha inoltre sottolineato l'assessore regionale alle Autonomie locali Paolo Panontin.  AUTON. LOCALI: PANONTIN, SU FUSIONI ATTESO CONTRIBUTO PICCOLI COMUNI-9

«Lo avevamo detto prima dell'odierna udienza e lo ripetiamo oggi perchè non c'è alcuna relazione tra i due fatti. Abbiamo aperto il tavolo di confronto sulla scorta di un ordine del giorno proposto in sede di Consiglio regionale da alcune forze politiche e ci presenteremo a quel tavolo ascoltando le proposte di mediazione di quelle stesse forze e delle delegazioni regionali di Anci e Uncem: Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia non avevano sottoscritto quell'ordine del giorno e ritenevano del tutto inutile la convocazione di un tavolo politico che tentasse di trovare una via di mediazione tra le parti.  Non vedo per quale ragione dovremmo prestare ascolto oggi a chi non ha fatto altro che boicottare la riforma», ha dichiarato Panontin.

«Per quanto riguarda i ricorrenti posso solo constatare che con la loro richiesta di rinvio hanno nuovamente dimostrato di non voler ottenere un giudizio, che forse temono, ma di procrastinare il più a lungo possibile questa situazione di incertezza. Una strategia politica chiara e legittima, ma che va contro gli interessi dei nostri veri 'giudici', che sono i cittadini di questa nostra regione ai quali vanno date risposte in termini di contenimento della spesa, semplificazione amministrativa ed istituzionale, miglioramento dei servizi».

«Vedere sacrificato sull'altare del piccolo calcolo di bottega obiettivi così importanti - ha infine evidenziato l'assessore - appare davvero avvilente» 

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