Negazionismo ed irredentismi, ecco il nuovo "Vademecum per il Giorno del Ricordo"

Il testo viene proposto dall'Istituto Regionale per la Storia della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Trieste per la seconda volta. "L'obiettivo è di offrire uno strumento di prima consultazione rigoroso e sintetico, ai giornalisti, insegnanti e politici che hanno bisogno di un'informazione di base"

L'Istituto Regionale per la Storia della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Trieste ha pubblicato la seconda edizione del cosiddetto "Vademecum per il Giorno del Ricordo", iniziativa che nelle intenzioni dei suoi autori vuole "offrire uno strumento di prima consultazione, il più possibile rigoroso anche se sintetico, ai giornalisti, insegnanti e politici che hanno bisogno di un'informazione di base sui temi legati al Giorno del ricordo nell'imminenza del 10 febbraio". 

Le polemiche dell'anno scorso

L'anno scorso il testo aveva suscitato reazioni e polemiche soprattutto politiche, come d'altronde avviene ogni volta in cui la Storia del Novecento del confine orientale tocca i suoi anniversari più conosciuti, producendo le consuete contrapposizioni storiche e storiografiche. Per il 10 febbraio 2020, fa sapere la nota diffusa dall'Irsrec - già Isituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione -  "abbiamo tenuto conto delle osservazioni e richieste che ci sono pervenute nei mesi scorsi".

La nota introduttiva

"Ad esempio - prosegue il testo - ci è stato fatto giustamente notare che la storia della crisi adriatica non comincia nel 1918, perché le conflittualità nazionali erano di più lunga data. Così, abbiamo aggiunto altre tre schede riguardanti I conflitti nazionaliL'irredentismo italiano e L'irredentismo sloveno e croato". Inoltre, l'Istituto ha provveduto ad articolare meglio "la voce Negazionismo e fare un po' di chiarezza sui correlati termini Riduzionismo e Giustificazionismo".

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La sezione sulle FAQ

Nella sezione sulla memoria è stata inserita una nuova scheda "per mettere a fuoco il rapporto fra Memoria e storia". Ulteriormente, particolare attenzione è stata dedicata "al tema delle FAQ (Frequently Asked Questions, le domande ricorrenti sul tema ndr), per discutere di Memoria condivisa e Percorsi di riconciliazione". In questa sezione non manca la questione proposta molte volte all'Istituto "del possibile paragone tra foibe, esodo e Shoah". 

Le carte etniche: limiti e possibilità

Il Vademecum viene arricchito infine da una sezione dedicata alle immagini. L'utilizzo delle cosiddette "carte etniche" viene analizzato cercando di spiegare  "quali sono sia i limiti che le possibilità" del loro utilizzo in ambito didattico. "Naturalmente, non credo proprio che abbiamo accontentato tutti, né questo del resto è lo scopo del prodotto" conclude la nota. "Ci siamo impegnati ad utilizzare un linguaggio il più possibile neutro (le passioni poi, se ritengono, le reitrodurranno gli utenti) ed abbiamo cercato di offrire risposta ai quesiti che più frequentemente ci vengono rivolti da molti anni a questa parte". 

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