Videosorveglianza sui mezzi pubblici: il nuovo protocollo di Trieste Trasporti

Più telecamere anche sui distributori automatici, immagini accessibili in tempo reale anche alla Polizia Locale e utilizzabili anche per rintracciare evasori. Il prefetto: "Nel più assoluto rispetto della privacy". L'AD: "Trieste è terza in Italia per rapporto residenti - trasportati"

Ogni sei-sette ore la polizia visiona un filmato girato dalle telecamere sui mezzi di Trieste Trasporti per indagini su crimini e violazioni del codice della strada. Un sodalizio che ha dato grandi frutti, quello tra la videosorveglianza sugli autobus e le forze dell'ordine a partire dal 2017, anno in cui è stato siglato da Trieste Trasporti un protocollo d'intesa con Polizia e Carabinieri. Oggi, 30 aprile, il protocollo è stato rinnovato e firmato in Prefettura alla presenza del sindaco Dipiazza, dell'assessore alla Polizia Locale Paolo Polidori, l'AD di Trieste Trasporti Aniello Semplice e il prefetto di Trieste Valerio Valenti.

Le novità

L'accordo si estende da quest'anno anche alla Polizia Locale, che potrà accedere in tempo reale alle immagini delle 1363 telecamere sugli autobus. A queste si aggiungono anche quelle su 34 distributori automatici, che saranno 45 entro il 15 maggio (in questi giorni saranno installate da via dei Soncini a Piazzale Gioberti, da via Zorutti a via Gatteri, dalla stazione di Muggia a via Grego.) Tra le novità, la possibilità di visionare i filmati anche per rintracciare chi non paga il biglietto e non fornisce le generalità ai controllori, secondo la già vigente legge.

Una stretta collaborazione

Finora l'utilità della videosorveglianza per le forze dell'ordine è stata superiore alle aspettative: da febbraio 2017 a oggi sono state acquisite 687 registrazioni da 2593 autobus, e le immagini sono servite a ricostruire la dinamica di diversi incidenti, trovare i responsabili di episodi di vandalismo e contrastare la criminalità. Un dato significativo, comunicato da Semplice durante l'incontro stampa, è che Trieste è la terza città italiana per rapporto tra popolazione residente e popolazione trasportata, le prime sono Milano e Roma, che però hanno una notevole presenza di pendolari.

Il prefetto Valenti

«In nessuna città come a Trieste – ha dichiarato Valenti – ho trovato nelle istituzioni tanta disponibilità a impegnarsi in questo senso per la sicurezza dei cittadini”. Il prefetto ha poi rassicurato sul “rigoroso rispetto della privacy di ogni utente, che ci ha portato a confermare, implementandola, la collaborazione tra le Forze di polizia e Trieste Trasporti. I dati confermano che il sistema di videosorveglianza che Trieste Trasporti mette a disposizione rende la città ancora più accogliente e vivibile».

La privacy

A rafforzare le rassicurazioni l’amministratore delegato di Trieste Trasporti ha poi ricordato «l'importante forma di tutela nei confronti dei nostri clienti: rispettiamo rigorosamente le nuove norme europee sulla privacy e alle immagini si può accedere esclusivamente per le finalità dichiarate nel protocollo e con l’intervento delle Forze di polizia o della Polizia Locale». Il documento sarà valido per quattro anni e i dati saranno registrati in apposti strumenti di memoria a bordo dei mezzi e all’interno dei distributori di biglietti (protetti dal rischio di manomissioni esterne). Vengono conservati per un tempo massimo di 7 giorni, come stabilito dalla normativa vigente.

L'auspicio di Dipiazza

In conclusione all'incontro il sindaco Roberto Dipiazza ha auspicato una maggior diffusione della videosorveglianza: “Quando tutta la città sarà videosorvegliata sarà più facile mantenere decoro e legalità”.

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