Violenta una 20enne a Verona, era stato minacciato con una katana a Trieste

La studentessa sarebbe stata adescata con un annuncio per baby sitter, l'aggressore ha agito con la complicità della moglie. Qualche mese fa la coppia era stata protagonista di un grottesco fatto di cronaca nel capoluogo giuliano

Risponde a un annuncio per babysitter e viene violentata: è successo qualche giorno fa a Verona a una ragazza di 20 anni. Un crimine spaventoso messo in atto da una coppia veronese: Mirko A., di 30 anni, e Giulia B., di 27, noti alle autorità triestine per un grottesco episodio di cronaca la scorsa primavera. Come riporta il quotidiano La Repubblica, in quell'occasione Mirko, giunto a Trieste, aveva incontrato una prostituta mentre moglie e figlio lo aspettavano in macchina, ed era stato poi minacciato con una katana dal fidanzato della donna, che pretendeva il compenso prima della prestazione.

Un annuncio per baby sitter

Una situazione ben più drammatica, quella verificatasi a Verona nella notte tra il 10 e l'11 gennaio, che ha visto la stessa coppia dalla parte dei carnefici. Come riporta Verona Sera, la studentessa 20enne, residente a Verona, aveva risposto ad un annuncio online per lavorare come baby sitter e si era data appuntamento alle 23 con la coppia di genitori. All'incontro si è presentata soltanto la moglie che l'ha fatta salire in auto per poi passare a prendere anche il marito. 

Il ricatto 

A quel punto la ragazza sarebbe stata portata con l'inganno nelle campagne intorno a Poiano, nei pressi di un casolare abbandonato, e l'uomo avrebbe abusato di lei puntandole contro un taglierino per poi scattarle delle foto che avrebbe usato per ricattarla. Nonostante l'aggressore avesse minacciato di pubblicarle su internet in caso di denuncia, la ragazza si è ugualmente recata alla Questura fornendo il numero di targa di Mirko e consorte, rintacciati e arrestati poco dopo dagli agenti.

L'arresto

Ora i due si trovano presso il carcere di Montorio e devono rispondere della duplice accusa di "sequestro di persona aggravata dalla finalità di violenza sessuale" e "violenza sessuale aggravata dall'uso dell'arma". Il provvedimento è stato preso su ordinanza emessa dal giudice, Dott.ssa Vacca, che ha stabilito nei confronti di entrambi i coniugi la misura della custodia cautelare in carcere. Il dottor Di Benedetto, dirigente della Squadra Mobile di Verona, ha dichiarato che la coppia "potrebbe essere autrice di altri episodi simili, conclusi o tentati".

Aggredisce e minaccia una famiglia con un coltello

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