Adescò un bambino promettendo l'XBox, poi lo violentò: domani il processo

Il fatto risale al 2017: con la promessa di un videogioco il 35enne avrebbe portato un bambino di 11 anni in una cantina nel comprensorio ATER di Montebello, per poi commettere, secondo le ricostruzioni degli investigatori, il terrificante abuso. L'avvocato De'Manzano: "Sarà sentita solo la testimonianza della zia, decisione umana da parte del giudice"

Foto: Aiello

“Ti regalo l’XBox, seguimi”. Con la promessa di una consolle in regalo convince un bambino di 11 anni a seguirlo in cantina, poi lo violenta. Questo, il quadro delineato dalle indagini. Sarà processato domani, mercoledì 12 febbraio, il 35 enne triestino indagato per pedofilia, lui stesso ha scelto il rito abbreviato dopo la consulenza tecnica che ha accertato la sua capacità di intendere e volere. 

L'agghiacciante abuso si sarebbe consumato nel 2017 in una cantina del comprensorio ATER di Montebello ma è arrivata alle prime pagine dei giornali nel gennaio dell'anno scorso. Inizialmente il ragazzo si è chiuso in un sofferente mutismo, per poi confidarsi con la zia solo qualche mese dopo. A quel punto è scattata la denuncia, preparata dall'avvocato Giovanna Augusta de'Manzano; il bambino ha ricevuto poi assistenza psicologica al Burlo, da cui è partita anche la segnalazione alla Procura.

Il bambino, assistito da una psicologa, è stato quindi sentito in sede di incidente probatorio dal GIP Laura Barresi e ha raccontato di aver subito una violenza completa. A inizio 2019 il PM Federico Frezza aveva già sufficienti elementi per chiudere l'indagine e incriminare il 35enne disoccupato. Domani mattina, mercoledì 12 febbraio, sarà emanata la decisione.

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L'imputato ha scelto il rito abbreviato condizionato all'audizione della madre e della zia del minore. Per decisione del GIP Luigi Dainotti sarà sentita esclusivamente la testimonianza della zia, non quella della madre del bambino. “Una decisione di grande umanità e sensibilità  da parte del Giudice – ha dichiarato l'avvocato Giovanna Augusta De'Manzano, che segue la famiglia – mi sono opposta fermamente all'audizione dei familiari in quanto loro stessi vittime indirette di quanto accaduto”.

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