Zecche, prevenzione e rimozione: i consigli dell'esperto

Visto il periodo che porta le persone a fare passeggiate sul Carso e lette alcune discussioni sui social network, abbiamo sentito il dottor Fulvio Zorzut, direttore S.C. Igiene Sanità Pubblica, Prevenzione Ambientale, presso l'Aas n. 1 Triestina

La primavera segna l'aumento delle passeggiate in Carso, anche da parte di chi è meno esperto, e quindi aumentano conseguentemente i casi di "puntura" di zecca (con il timore delle malattie infettive a essa connessi). Per fare un po' di chiarezza, visti i numerosi post nei gruppi Facebook, abbiamo ritenuto di contattare un esperto in materia, ossia il direttore S.C. Igiene Sanità Pubblica, Prevenzione Ambientale, presso l'Aas n. 1 Triestina, il dottor Fulvio Zorzut.

PREMESSE Le zecche sono particolarmente attive dalla primavera all'autunno (certo possono esserci anche in inverno ma sono casi più rari): in questo periodo sono più mobili. Si tratta di parassiti ematofagi (cioè si nutrono di sangue) e vivono sugli animali selvatici, in genere cinghiali, volpi, cerbiatti; si trovano dunque lungo le zone di passaggio di questi animali e l'uomo non è l'obiettivo terminale preferito delle zecche, è un ospite accidentale, e non a caso quando il parassita finisce su un essere umano, questo va a sistemarsi nelle zone con più peluria e dove la temperatura è più alta. 

Va detto che la grande maggioranza delle zecche è sana, quindi non tutte portano patologie come il mordo di lyme oppure la tick-borne encephalitis (ma c'è stato solo un caso negli ultimi anni), ma solo quelle infettate a loro volta possono tramandare queste malattie. 

Fulvio Zorzut-2PREVENZIONE Le zecche, soprattutto d'estate, preferiscono zone d'ombra, dove la temperatura è più costante, quindi sarebbe da evitare il più possibile le zone dove l'erba è alta e incolta o le zone più umide (per esempio una delle zone più a rischio è il fondo delle doline). 

Opportuno sarebbe utilizzare un abbigliamento consono, quindi anche d'estate non sandali, ma sempre scarpe chiuse e calzini; possibilmente pantaloni lunghi e camicia al polso, preferibilmente di colore chiaro (così da riuscire a vedere meglio l'eventuale zecca). 

La cosa fondamentale però avviene con l'arrivo a casa: magari grazie all'aiuto di un'altra persona, bisognerebbe esplorare le zone del proprio corpo più nascoste (come già spiegato prima "amano" le zone sotto le ascelle, dietro le orecchie, la sede inguinale). C'è comunque una notizia positiva: come detto prima, non essendo gli ospiti preferiti della zecca, questa non è come una zanzare che arriva, punge e va via, ma sta anche 24 o 36 ore a esplorare il nostro corpo prima di scegliere la zona in cui sistemarsi; quindi è probabile che dopo un'escursione, qualche eventuale zecca, possa andare via anche con una semplice doccia. 

È buona norma (ma vale non solo per il discorso zecche, ma in generale) essere a posto con la vaccinazione antitetanica.

Per chi abita in Carso invece ci sono ulteriori accorgimenti da prendere: per esempio mettere la ghiaia (non terreno o erba) nelle aree giochi dei giardini (perchè come si diceva le zecche odiano le zone troppo calde) oppure sfalciare il giardino con regolarità. 

RIMOZIONE Per prima cosa va precisato che non bisogna usare alcun liquido (petrolio, oli, bezina, ecc) perchè si rischierebbe di soffocare la zecca che nell'agonia possono inoculare tutti i virus o batteri che hanno nell'intestino (non è detto che lo scambio avvenga nel momento in cui questa inizia a succhiare il sangue): quindi bisogna cercare di non agonizzare il parassita.

Per rimuoverla dunque bisogna usare delle pinzette (meglio se quelle specifiche, ma vanno bene anche quelle da ciglia): assolutamente non bisogna prenderla e tirare (perchè si staccherebbe la testa dal corpo e anche qui nell'agonia potrebbe essere iniettata della saliva infetta), bensì con calma e delicatezza bisogna fare dei movimenti rotatori (senso orario o anti-orario). 

RIMOZIONE ERRATA Se la testa resta dentro nel corso della rimozione, innanzitutto bisogna capire se ha compiuto il pasto (di solito la saliva contiene delle sostanze allergizzanti che fanno arrossare la pelle, ma questo non vuol dire che fossero infette); in caso positivo bisogna aspettare una decina di giorni per recarsi dal proprio medico per gli esami per la ricerca degli anticorpi; nel frattempo non vanno assunti assolutamente antibiotici. La testa comunque va tolta con la pinzetta, con un po' di pazienza, e poi la zona va disinfettata. 

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