Zagabria spinge per riaprire il turismo, si studiano passaporti CoViD e corridoi turistici

A dichiararlo è il ministro del Turismo croato ed ex sindaco di Lussinpiccolo Gari Cappelli. Possibili accordi con Lubiana e un settore che vale poco più di 11 miliardi di euro, un quinto del Pil croato

La Croazia studia la riapertura delle sue frontiere per far ripartire il turismo. A dichiararlo, come riporta La Voce del Popolo di Fiume, è il ministro del Turismo ed ex sindaco di Lussinpiccolo Gari Cappelli intervenuto nei giorni scorsi in videoconferenza con il Commissario europeo al Mercato interno, Thierry Breton e Zurab Pololikashvili, segretario generale dell'Organizzazione mondiale del turismo. 

L'impellente necessità che Zagabria ha nella riapertura è legata all'impatto economico che le vacanze degli stranieri hanno sul bilancio croato. Il settore infatti muoverebbe circa 11 miliardi di euro l'anno, un quinto del Pil croato. “Dobbiamo puntare alla riapertura dei confini, per quanto sarà possibile, ovviamente" ha dichiarato Cappelli in videoconferenza con il Commissario europeo al Mercato interno, Thierry Breton e Zurab Pololikashvili, segretario generale dell'Organizzazione mondiale del turismo. 

Le parole del lussignano Cappelli

"Si deve altresì individuare un protocollo relativo ai viaggi che dovrà essere attuato e rispettato da tutti”. Che la Croazia abbia bisogno di fare presto (come tutti i paesi dipendenti dal turismo) è ormai il segreto di Pulcinella. Lo stato non può permettersi di perdere la stagione turistica 2020 e per farlo cerca di spingere sull'acceleratore e di individuare soluzioni alternative. "L’accordo o protocollo sui viaggi - scrive La Voce del Popolo - dovrà riguardare gli aspetti relativi alla sicurezza e alla salute dei vacanzieri andando a creare così un “passaporto Covid-19” per i turisti in entrata e uscita dai Paesi UE", lasciapassare "valido in tutti Paesi comunitari". 

Le ipotesi e gli scenari

Appare probabile quindi l'ipotesi dei tanto sbandierati corridoi turistici, ormai diventati un vero e proprio mantra tra gli addetti ai lavori. In Croazia il turismo è in crescita esponenzionale da anni e, oltre a portare soldi nelle casse dei privati, ha contribuito a deturpare e a cementificare molte zone della costa, trasformando località come Dubrovnik e Spalato nelle Disneyland dalmate. Nonostante ciò, il turismo stava dando il suo contributo alla crescita economica del Paese (che per il 2019 era prevista del 2,9 per cento). Tuttavia, la Banca Monddiale aveva già messo i puntini sulle i paventando un probabile rallentamento per il biennio 2020-2021. La causa? Una possibile flessione dei consumi, degli investimenti ed in ragione di una domanda estera più debole, tutti elementi che si sono puntualmente verificati con l'esplosione della pandemia. 

I rapporti con Lubiana

Nel frattempo l'Istria registra zero contagi ormai da giorni e si prepara ad affrontare la sua riapertura. Un punto da affrontare velocemente è quello relativo ai lavoratori transfrontalieri che dalla penisola istriana raggiungono Trieste. La Slovenia attende di sapere la decisione a livello europeo e conta di arrivare all'incontro con Cappelli (previsto nei prossimi giorni) con qualche soluzione da condividere. Mai come oggi l'arbitrato internazionale sul golfo di Pirano sembra essere sparito dall'agenda. I governanti vogliono far ripartire l'economia ma l'incertezza sul futuro rimane altissima. 

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