Ferriera, il fronte del sì alla Cgil: "Arroganti, siano umili e accettino il risultato"

Così Cisl, Usb, Uil e Failms che hanno risposto alle accuse mosse dal segretario Michele Piga nella conferenza stampa all'indomani del referendum. "Atteggiamento politico, vorremmo sapere se le posizioni della segreteria nazionale coincidono con quelle territoriali". Non piace la posizione della Cisl su Fincantieri

Arroganza, un atteggiamento esclusivamente politico che richiamerebbe ad una "commedia" nata in virtù dell'essersi chiamati fuori dall'accordo del 23 dicembre. Il fronte del sì risponde alle accuse rivolte dalla segreteria della Cgil-Fiom ieri 14 gennaio durante la conferenza stampa per commentare l'esito del referendum sull'accordo sindacale che ha visto, con un risultato di 277 a 192, la vittoria dei favorevoli al testo romano. Secondo Rodà e compagni, le dichiarazioni di Michele Piga della Cgil dimostrano "la distanza con i lavoratori e i loro reali problemi". "La recriminazione - così la nota di Cisl, Uil, Usb e Failms - sul risultato è un alibi troppo facile, scontato, è una coperta troppo corta per nascondere il profondo insuccesso della posizione della Cgil e della Fiom". 

La posizione di Cgil: "Referendum influenzato da Arvedi"

La campagna elettorale

Le giornate precedenti alla votazione sarebbero state "macchiate" dalla classica "battaglia" sindacale per portare a casa il risultato. Il fronte del sì aveva "denunciato" la diffusione di volantini "scorretti" durante la settimana che anticipava l'apertura delle urne. Poi l'assemblea rovente di fronte a 300 operai che per un momento è riuscita a ribaltare, nelle sensazioni, l'esito del referendum.

Immediato il "diktat" dell'ufficio stampa di Arvedi che, in caso di vittoria del no, prometteva "garanzie occupazionali esclusivamente con la riassunzione in altre aziende del gruppo". Una pentola a pressione in cui si sono inserite anche le prese di posizione politiche con la deputata del Pd Debora Serracchiani che ha parlato apertamente di "ricatti". 

Vince il sì: 277 favorevoli e 192 contrari

La maggioranza ha approvato

Infine il lunedì in cui era in programma l'ultima giornata di voto. "Un esercizio di democrazia popolare che ha funzionato - continua il fronte del sì - e la maggioranza dei lavoratori che ha approvato l’accordo". Secondo le sigle sindacali vincitrici, "l’ha fatto proprio perchè ha analizzato e capito la bontà della proposta alla quale non si è contrapposta nessuna alternativa ma solo promesse, anzi slogan da campagna elettorale". 

Il testo integrale dell'accordo del 23 dicembre

Le posizioni del nazionale e territoriale coincidono?

Lo scontro si è accesso poi sul voto della sessantina di lavoratori interinali ai quali, secondo la Cgil, non sarebbe stato permesso di esprimersi. "Abbiamo applicato le regole sulla rappresentanza approvate e sottoscritte anche dalla Cgil nazionale - hanno ribattuto Colautti e compagni -. Se il Segretario della Cgil di Trieste contesta ciò che la sua Confederazione nazionale ha sottoscritto, si interroghi sul suo ruolo e ne tragga le opportune valutazioni". Secondo alcune indiscrezioni tuttavia mai confermate alla stampa (e per questo rimangono tali ndr) all'interno dello storico sindacato di sinistra le posizioni della segreteria nazionale e quella locale non coinciderebbero. 

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Arvedi gela gli operai: riassunzione solo fuori Trieste

Una battaglia interna

"I 7 punti per il rilancio industriale di Trieste? Perché invece di tirarli fuori oggi non li hanno portati sul tavolo di trattativa? Forse sarebbe stato più utile alla discussione anzichè inscenare quella commedia con la quale si sono chiamati fuori dal tavolo. Allo stesso modo avrebbero potuto presentarli in assemblea invece di organizzare la contestazione, sarebbe stato più costruttivo". In ultimo lascia perplessa, all'interno dello stesso fronte del sì, la posizione della Cisl che ha espresso le sue perplessità sul futuro ruolo di Fincantieri per la ricollocazione delle maestranze dell'area a caldo. Una posizione che non è piaciuta ai restanti sindacalisti del fronte del sì.   

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