Fil Man Made, a Muggia 40 nuove assunzioni

L’avvio di un nuovo piano di investimenti consentirà infatti il rafforzamento dell’organico e l’ammodernamento della capacità produttiva in particolare nello stabilimento di Muggia dove saranno concentrate le produzioni a maggior valore aggiunto

Il Gruppo Fil Man Made, uno dei leader mondiali nel settore dei filati high performance impiegati nella produzione di tessuti speciali ed altamente performanti, destinati all’abbigliamento, all’arredamento oltre che alle applicazioni industriali più sofisticate come la filtrazione e la protezione dell’individuo, chiude con successo il processo di ristrutturazione e si prepara al rilancio con investimenti materiali e in risorse umane negli stabilimenti del Friuli. Lunedì mattina Sergio Bini, l’assessore alle attività produttive della Regione Friuli Venezia Giulia, come riporta TrevisoToday, ha incontrato il Management di Fil Man Made Group per approfondire il business plan 2019/2022 del Gruppo.

Fondata nel 1972, Fil Man Made ha iniziato la propria attività a Trieste. Nel 1973 ha acquisito a Trevignano, in provincia di Treviso, il primo nucleo produttivo e si è sviluppata negli anni fino a diventare un gruppo internazionale con stabilimenti produttivi in Italia, Portogallo, Cina, Turchia e Austria.

Il successo del piano di risanamento avviato nel 2013 ha portato il Gruppo a ridefinire a fine 2018 la strategia di crescita puntando anche ad una politica di reshoring, volta ad incrementare la saturazione di tutti gli impianti del Gruppo, in particolar modo quelli basati in Friulia Venezia Giulia. Un passaggio di questo tipo è stato individuato dal Management come funzionale allo sviluppo e alla crescita, da attuarsi attraverso piani di miglioramento della redditività, di sviluppo commerciale al di fuori dell’Europa, facendo leva sulle innovazioni tecniche di prodotto (anche in chiave eco sostenibile) e di processo. A supporto della strategia sono previsti investimenti rilevanti, finalizzati all’adozione di tecnologie per un miglior utilizzo dei fattori produttivi, per il risparmio energetico e per il miglioramento della produttività nel suo complesso, creando un vantaggio in termini di occupazione e di sviluppo tecnologico. L’avvio di un nuovo piano di investimenti consentirà infatti il rafforzamento dell’organico e l’ammodernamento della capacità produttiva in particolare nello stabilimento di Tirso a Muggia (TS) dove saranno concentrate le produzioni a maggior valore aggiunto.

Federico Cappiotti Direttore Risorse Umane e Organizzazione per il Gruppo, dopo aver illustrato nel dettaglio il piano industriale, ha passato in rassegna i capisaldi del piano relativi al personale, ponendo l’accento sulle ricadute occupazionali nei siti italiani: in corso d’anno si prevede infatti un incremento dell’organico triestino di 40 lavoratori, e per il biennio 2019/2020 un obiettivo di stabilizzazione dei rapporti di lavoro di circa 20 persone all’anno, ponendo attenzione anche al reclutamento presso aziende del territorio in crisi. Un aumento di organico (circa una decina di persone) è previsto per l’Headquarters di Trevignano con l’obiettivo di inserire in staff alti potenziali che nel medio termine possano assumere posizioni di rilievo all’interno dell’organizzazione.

«Dopo aver superato indenni un periodo di crisi più o meno generalizzata, che ci ha comunque visto migliorare le nostre distintività, è giunto il momento di volgere lo sguardo al futuro con un rafforzato senso di appartenenza e motivazione di tutte le persone che compongono la nostra azienda, perchè solo con il loro convinto contributo potremmo sostenere l’innovazione e la crescita»ha dichiarato Cappiotti. Il Manager ha voluto porre l’accento sul fatto che per guidare la crescita e la conseguente trasformazione della workforce verso il futuro dell’azienda, l’organizzazione dovrà intervenire accelerando il reskilling dei lavoratori per non mettere a rischio i programmi trasformativi, attraendo nel contempo nuovi talenti dal mercato del lavoro. In ultimo ha insistito sul supporto fornito dalla concertazione sindacale che ha creduto nei piani illustrati ai diversi tavoli e ha saputo supportare le azioni del Management.

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