Fincantieri, Russo: "Consiglio FVG si schieri con Bono"

"In questi anni ha trasformato un’azienda decotta in un’eccellenza mondiale. Il M5S, a quanto pare, vorrebbe sostituire Bono con Paolo Simioni, attuale ad di ATAC" ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio Regionale, che ha presentato una mozione ad hoc contro un eventuale cambio ai vertici dell'azienda

Francesco Russo

“A pochi giorni dal rinnovo del consiglio di amministrazione di Fincantieri mi auguro che il Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia si unisca al Presidente della Regione e al Sindaco di Trieste riconoscendo i meriti dell’attuale management e sollecitando il Governo a spendersi per la sua riconferma”. Così il vicepresidente del Consiglio Francesco Russo annunciando la presentazione di una mozione (calendarizzata dai capigruppo per giovedì 28 febbraio) per chiedere al Consiglio Regionale di farsi “parte attiva presso il Governo affinché relativamente alla nomina dei nuovi vertici aziendali, vengano operate scelte guidate unicamente da criteri di qualità e competenza in continuità con le capacità manageriali incarnati dall’attuale gruppo dirigente”.

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Eccellenza italiana

"Fincantieri – prosegue Russo - è un’eccellenza italiana e internazionale, che affonda le sue radici nella nostra Regione e rappresenta una parte fondamentale del tessuto industriale del Friuli Venezia Giulia. È un patrimonio pubblico che la buona politica ha il dovere di preservare dalle tentazioni di chi vorrebbe sostituire il management solamente per piazzare – indipendentemente dalle loro competenze - amici o uomini fedeli alla propria parte politica".

Un messaggio chiaro

"Mi auguro che tutti i colleghi, compresi quelli del M5S - conclude il vicepresidente -, abbiano il coraggio di mandare un messaggio chiaro a Roma: giù le mani da Fincantieri. I grillini, in passato, hanno sempre detto che avrebbero utilizzato la meritocrazia come unico metro di valutazione e selezione dei manager pubblici. Se manterranno la promessa non ci può essere motivo alcuno per cui l’attuale management non debba essere riconfermato”. La mozione è stata sottoscritta anche dai colleghi Bolzonello, Cosolini e Moretti. 

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Il sostegno all'AD

"Conosco l’AD di Fincantieri Giuseppe Bono da tanti anni - aveva in precedenza dichiarato Russo in un post su Facebook - e di lui ho sempre apprezzato, su tutte, due cose: la “semplicità” di chi preferisce la sostanza all’apparenza e la sua straordinaria visione. Al suo arrivo Bono ha trovato una società che non navigava in buone acque. A differenza di altri manager pubblici che quando le cose si mettono male preferiscono cambiare aria, magari con una lauta buonuscita, Bono, in questi anni si è rimboccato le maniche e senza grandi clamori ha trasformato un’azienda decotta e a rischio fallimento in un’eccellenza mondiale".

Stato 

Secondo il vicepresidente "Da quando Bono è arrivato, Fincantieri ha più che raddoppiato il fatturato, è tornata a fare utili e ha creato migliaia di posto di lavoro. Grazie a questi numeri Fincantieri è oggi il più grande gruppo manifatturiero in Italia dopo FCA, una multinazionale che, caso ormai raro in Italia, invece di farsi comprare da investitori esteri è andata a fare acquisizioni in Francia. Di solito quando un manager porta questi risultati l’azionista fa di tutto per trattenerlo. Ma quando l’azionista è lo Stato, e quindi la nomina dipende dalla politica, le cose cambiano. Il M5S, a quanto pare, vorrebbe sostituire Bono con Paolo Simioni, attuale ad di ATAC. Uno che, come Bono, ha preso le redini di una società decotta. Ma a differenza di Fincantieri, ATAC è ancora una società decotta".

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