Crisi Sertubi: il Consiglio regionale in appoggio dei 68 dipendenti

Lo stabilimento va incontro a chiusura o forte ridimensionamento: tutto dipende da una decisione dell'UE, che sarà definita il 20 giugno. Serracchiani: "Scritta lettera a Di Maio: a oggi nessuna interlocuzione dal Governo con la Commissione europea e con l’Agenzia delle Dogane"

Il Consiglio regionale a sostegno dei 68 lavoratori della Sertubi per "seguire con attenzione l'evolversi della situazione e operare per garantire continuità occupazionale anche attraverso percorsi di riqualificazione professionale delle maestranze, d'intesa con l'assessorato regionale al lavoro già informato e attivo sul caso". Nella giornata di ieri, lunedì 10 giugno, una delegazione di lavoratori dell'azienda (composta da Michele Pepe e Francesco Pupi delle Rsu Sertubi, Maurizio Granieri della segreteria Fim e dai dipendenti Dario Majovski e Cristiano Metz) ha incontrato il vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Russo (Pd) con i consiglieri Mauro Bordin, Giuseppe Ghersinich e Stefano Turchet della Lega, Furio Honsell (Open Sinistra FVG), Simona Liguori (Cittadini), Claudio Giacomelli (FdI) Cristian Sergo e Mauro Capozzella del M5S.

Sertubi verso chiusura o "taglio" di 50 dipendenti

Il caso

Lo stabilimento triestino, di proprietà dell'indiana Jindal Saw, è stato di fatto estromesso dal mercato a seguito di una modifica della normativa sul marchio Made in Italy, e rischia la chiusura o, nel più favorevole di casi, un forte ridimensionamento, che ridurrebbe il personale da 68 a 15 dipendenti. Un'eventualità che si verificherà solo se l'UE deciderà, in data 20 giugno, di decretare l'annullamento dei dazi su tubi interamente realizzati in India.  I consiglieri regionali presenti hanno annunciato la stesura di un Ordine del giorno sul tema che sarà sottoscritto da tutte le forze politiche rappresentate in Aula, ed è stato dato appuntamento alle maestranze per un nuovo incontro dopo il 20 giugno.

La lettera di Serracchiani

La deputata Debora Serracchiani, capogruppo Pd nella commissione Lavoro alla Camera, ha quindi spedito al ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio una lettera recante “l'ultimo appello a Di Maio per la salvezza della Sertubi e di tutti i suoi lavoratori". "A un anno di distanza dalla mia precedente lettera del 30 giugno 2018 - incalza Serracchiani -, dopo che la Commissione Ue ha riconosciuto una forma di certificazione che ha tolto dei dazi sui tubi grezzi, non consta che alcuna interlocuzione sia stata avviata dal Governo con la Commissione europea e con l’Agenzia delle Dogane, al fine di scongiurare il drammatico epilogo che si sta profilando”.

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La parlamentare chiede “con estrema urgenza” l'attivazione del Governo in sede Ue, in quanto per il 20 giugno infatti si attende un pronunciamento dell'Unione europea sui dazi antidumping per i prodotti indiani da immettere nel mercato europeo. Non meno rilevante e urgente è il fronte interno, in quanto va addebitato alle dogane italiane il cambiamento della codifica dei prodotti d'importazione, che è all'origine della nuova perdita del Made in”.

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