Eugenio Finardi al castello di San Giusto

Eugenio Finardi

Nel 2016 aveva riempito il Teatro Miela con “40 anni di musica ribelle”, torna a San Giusto dove suonò nel 1979 e questa volta porta “Finardimente”, una parola composta che è insieme un avverbio, un nome, un verbo. Tre modi per rispondere al dubbio su cosa sia la Verità nell’Arte. Questo sarà il nuovo show tra musica e parole di Eugenio Finardi dove il cantautore cercherà di svelare la sua verità dietro ogni forma di rappresentazione artistica con un racconto sincero e sfacciato delle emozioni di intere generazioni e, ovviamente, la sua musica. 

Dopo il successo dei suoi precedenti lavori teatrali “Acustica”, “Suono”, “Il Silenzio E Lo Spirito” e “Parole e Musica”, Eugenio Finardi propone un nuovo progetto in cui scava ancora di più nel senso profondo delle canzoni e del motivo per cui l’unione tra l’Assoluto della Musica e L’Assolutamente Soggettivo delle Parole riesce a creare emozioni condivise, che superano in intensità la somma dei singoli fattori. Inserito in una scenografia calda e discreta e accompagnato da una formazione inusuale e raffinata (Giovanni “Giuvazza” Maggiore alle chitarre, Claudio Arfinengo alle percussioni, Marco Lamagna al basso e Federica Finardi Goldberg al violoncello, Alex Catania alle tastiere), Finardi darà libero sfogo alle sue doti di affabulatore per accompagnare il pubblico in un percorso di racconti e considerazioni che toccheranno temi universali ma anche aneddoti intimi, generando un’ampia tavolozza di emozioni, dalle risate alla commozione.

In scaletta, insieme ai brani fondamentali della sua lunga carriera, anche alcune chicche mai eseguite dal vivo, che ciononostante sono diventate nel tempo dei classici, come “Il Vecchio Sul Ponte” e “Shamandura”. Ma Eugenio si sentirà anche libero di improvvisare lasciandosi influenzare dall’atmosfera e dalle suggestioni del pubblico. L’artista milanese sta vivendo un momento magico e l’entusiasmo con cui si spende in ogni performance si trasmette al pubblico, che esce dalla sala con la sensazione di non essersi solo divertito ma sentendosi arricchito da un contatto personale e profondo, come con un vecchio amico.

OPENING PAOLA ROSSATO: Ad aprire la serata alle 20:30 sarà la cantautrice goriziana Paola Rossato che ha pubblicato il suo album di debutto “Facile” il primo aprile. Registrato e missato al Birdland Studio da Francesco Marzona con la collaborazione di noti musicisti della scena regionale come Sergio Giangaspero (chitarre), Simone Serafini (basso, contrabbasso e violoncello), Ermes Ghirardini (batteria e percussioni), Gianpaolo Rinaldi (pianoforte, hammond), Mirko Cisilino (tromba) e ospite speciale il rapper Doro Gjat. La cantautrice di Gorizia in questi anni ha avuto importanti conferme: terzo posto al premio Lunezia nel 2008, premio speciale della critica nel 2010 e 2012 e premio miglior composizione al concorso per cantautrici Bianca d’Aponte, secondo posto al Premio Poggio Bustone (in memoria di Lucio Battisti) nel 2012, premio Oltremusica nel 2012, premio Siae al Donida nel 2013 e nello stesso anno di nuovo premio Lunezia e miglior testo al festival Botteghe d’Autore e di recente in lizza al Premio Tenco.

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