Laser e società "decarbonizzata": due conferenze per chiudere la mostra "Idea"

La mostra interattiva IDEA, di Elettra Sincrotrone Trieste, esposta presso lo spazio Trieste Città della Conoscenza, che chiuderà ufficialmente il 20 settembre, propone un evento speciale: due conferenze con i ricercatori di Elettra Sincrotrone. Carlo Callegari, direttore della beamline LDM (Low Density Matter), terrà l’intervento dal titolo "Fare scienza con i laser": dalla luce visibile ai raggi x dove spiegherà che cos’è un laser e come viene utilizzato per la ricerca.

Giuliana Aquilanti, a capo della beamline XAFS (X-ray Absorption Spectroscopy), sarà invece protagonista del talk "Verso una società decarbonizzata": il ruolo del Sincrotrone, dove spiegherà come gli strumenti di ricerca di Elettra Sincrotrone possono essere utili per migliorare la nostra efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale.
L'evento si svolge nell'ambito del ciclo di incontri organizzati in collaborazione con la rivista online Oggiscienza.

Fare scienza con i laser

“Anche se il laser è diventato un oggetto di uso comune, il suo ruolo chiave in innumerevoli esperimenti scientifici non è altrettanto familiare ai non addetti ai lavori” spiega Callegari, che nel suo lavoro usa gli impulsi di raggi x prodotti dal laser a elettroni liberi FERMI per studiare la materia rarefatta. “Giovedì illustrerò i caratteri fondamentali che lo distinguono da una comune sorgente di luce e alcune importanti applicazioni che ne derivano”.

Come spiega il fisico, fin dalla sua invenzione negli anni ‘60 del secolo scorso, il laser ha visto un rapido e costante sviluppo tecnologico, che ha portato a impulsi di luce sempre più brevi e intensi e a lunghezze d’onda sempre più corte, per realizzare il sogno di “cogliere” il moto degli atomi. Una delle sorgenti laser più avanzate al mondo, il laser a elettroni liberi FERMI, si trova proprio a Trieste e l’intervento di Callegari è un’occasione per conoscerla meglio

Verso una società decarbonizzata

Dedicato all’energia, e soprattutto a un suo uso più rispettoso dell’ambiente, è il seminario di Giuliana Aquilanti. “La transizione verso un sistema energetico efficiente, a bassa intensità di carbonio richiede lo sviluppo di tecnologie innovative in grado di aumentare l'uso delle energie rinnovabili in diversi ambiti: dai trasporti ai sistemi di climatizzazione. In questo contesto le batterie sono tra i sistemi di accumulo più promettenti”, commenta la scienziata, che studia proprio le caratteristiche dei materiali da utilizzare per lo storage energetico.

Aquilanti infatti spiega: “le performance delle batterie dipendono criticamente dalla struttura a livello atomico dei loro componenti. Il sincrotrone offre un insieme di metodi sperimentali che permettono di vedere i dettagli più piccoli dei componenti delle batterie durante il loro effettivo funzionamento permettendo così di scoprire la relazione diretta tra proprietà strutturali ed elettroniche e funzionalità, e conseguentemente di migliorarne l’efficienza”.

Per maggiori informazioni scrivere all’indirizzo info@triesteconoscenza.it.

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