Libri & autori a Grado: l'intervista a Carlo Cottarelli (FOTO)

Ad assistere alla presentazione del libro "I sette peccati capitali dell'economia italiana" anche il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e il sindaco di Grado Dario Raugna

Carlo Cottarelli con il sindaco di Grado Dario Raugna

Tutto occupato lo spazio sotto il Gazebo della spiaggia GIT a Grado per Carlo Cottarelli, venuto nell'Isola del Sole a presentare il suo ultimo libro "I sette peccati capitali dell'economia italiana", intervistato da Paolo Scandaletti.
Laureato a Siena e alla London School of Economics, Cottarelli ha lavorato in Banca d'Italia, Eni e al Fondo monetario internazionale. Dal 2013 è stato per un anno commissario straordinario per la revisione della spesa ed attualmente è direttore dell'Osservatorio conti pubblici italiani della Cattolica di Milano e Visiting Professor alla Bocconi.

Ad assistere all'evento anche il sindaco di Grado Dario Raugna, il presidente della GIT Alessandro Lovato e a sorpresa il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza.
«Ho letto il libro di Carlo Cottarelli, - racconta Dipiazza poco prima dell'inizio - concordo su molte cose con lui, specialmente sull'eccesso di burocrazia che sta bloccando il nostro paese, si fanno ricorsi al Tar per qualsiasi cosa. Mi vanto perchè sono 17 anni che faccio il sindaco e non ho mai avuto una condanna o altro».

«Il vero problema dell'Italia sono i servitori dello Stato, - continua il sindaco di Trieste - quelli che non ci danno i permessi, quelli che ritardano su tutto, che ci fanno aspettare anni sui piani regolatori, e così facendo bloccano il paese». «Ritorniamo all'Europa i soldi che ci danno perchè non siamo capaci di spenderli. Sono venuto con piacere - conclude - ad ascoltare Cottarelli che di queste cose ne sà».

Sul palco ad introdurre il noto ospite il sindaco Dario Raugna, che omaggia Cottarelli con un libro dell'autore gradese Biagio Marin.
Nel libro l'autore illustra quelli che per lui sono i sette peccati capitali della nostra economia cercando di fornire anche delle possibili soluzioni, laddove possibile.
Si tratta di evasione fiscale, corruzione, eccesso di burocrazia, lentezza della giustizia, crollo demografico, divario tra Nord e Sud ed infine la difficoltà a convivere con l'Euro.
La parola passa quindi a Paolo Scandaletti che ci tiene a ricordare che tutti i diritti dei libri  di Cottarelli continuano ad essere devoluti all'Unicef.

«Tra le diverse cause dell'evasione in Italia - spiega Cottarelli - ritroviamo lo scarso capitale sociale. Sarebbe necessario un cambiamento di mentalità, attraverso l'istruzione e le famiglie. Da subito si può agire abbassando nuovamente il tetto consentito per i pagamenti in contanti a 1000 euro e ricorrendo alla fatturazione elettronica anche nel settore privato. Evitare condoni o similari (vedi "pace fiscale"), che alla fine "premiano" chi non paga le tasse».

Scandaletti passa quindi al secondo punto, la corruzione. «Riguardo i dati -spiega Cottarelli - nessuno è a conoscenza di quanto perde lo Stato per corruzione (il famoso numero dei 60 miliardi è completamente inventato). Siamo un paese in cui è più diffusa rispetto ai paesi con cui ci dovremmo confrontare. Un male per l'economia perchè le imprese che emergono non sono le migliori. Anche in questo caso - continua - è necessario un maggior capitale sociale da costruire tramite l'istruzione. Si deve inoltre ricorrere a due strumenti, la prevenzione e la repressione del fenomeno. Sono stato molto critico sul contratto di governo - aggiunge - ma sono molto d'accordo sulla parte riguardante la lotta alla corruzione».

Passando al punto sull'eccesso di burocrazia Cottarelli sostiene che «Con troppe regole diventa difficile fare attività d'impresa. Solo per le piccole medie imprese in Italia si spendono circa 31 milardi per la compilazione di moduli».
Sulla lentezza della giustizia l'autore ci spiega di come questa sia collegata all'economia.
«La durata media di un processo civile è di 7 anni e mezzo. Il contratto che gli imprenditori si trovano in mano ha quindi ben poco valore. La giustizia non è lenta perchè ci spendiamo poco, ma una delle ragioni principali è che siamo molto più litigiosi degli altri e intentiamo molte più cause.  Aprire una causa civile in Italia - racconta Cottarelli - costava poco, ora un po' di più e forse proprio per questo il numero si sta un po' riducendo. Una delle possibili soluzioni potrebbe quindi essere rendere più costoso aprire nuove cause amministrative o civili».

Uno dei peccati a cui è più difficile trovare soluzione è secondo Cottarelli il crollo demografico. «Un problema sia in termini sociali che economici. Il tasso di fertilità è sceso a 1,35 e il numero di nati è inferiore a 460 mila. Si riducono così le nuove entrate nel mondo del lavoro. Dai dati risulta che più la popolazione è giovane più cresce la produttività individuale. Una soluzione sarebbe pagare un sussidio ai genitori che stanno a casa da lavoro ma purtroppo costa un mucchio di soldi e non possiamo permettercelo».

Scandaletti lo porta quindi a trattare del divario tra Nord e Sud. «Un problema che riduce il reddito pro capite medio italiano. Come risolverlo? Ho scritto 25 pagine su questo argomento ma servirebbero 25 libri come minimo. Serve anche qui rafforzare il capitale sociale del Sud, in più la pubblica amministrazione deve funzionare bene in tutto il paese anche attraverso una più forte lotta alla criminalità. C'è poi il problema del costo del lavoro: diventa più difficile investire al Sud dove il salario per contratto è lo stesso ma la produttività è più bassa».

Si arriva così all'ultimo dei sette peccati, la difficoltà con l'Euro.
«Si può vivere bene con o senza euro, - dichiara l'autore - non si può però vivere nell'Euro pensando di esserne fuori. Abbiamo lo stesso reddito pro capite che avevamo 20 anni fa con l'entrata dell'euro . Questo perchè dopo l'entrata abbiamo continuato ad avere aumenti di costi di produzione rispetto agli altri paesi. Prima ogni tanto se era necessario svalutavano il cambio. Dopo 10 anni - prosegue - in Germania i costi di produzione non sono aumentati, in Italia sono aumentati del 30% (meno profitti e meno investimenti). Uscire dall'Euro può essere una soluzione? Sarebbe molto costoso. Se si esce è per svalutare, il che vorrebbe dire avere una lira molto debole. Per risolvere questo problema - conclude - dobbiamo quindi risolvere prima gli altri peccati capitali di cui si parla nel libro». 

Al termine dell'intervista sul palco Tullio Svettini ha letto come di consueto alcune poesie di Biagio Marin. Per concludere in bellezza, anche se sotto le prime gocce di pioggia, brindisi  a cura dell'Azienda Vinicola Borgo Conventi( Farra d'Isonzo ) Consorzio Collio.

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