Elli de Mon chiude il Lunatico Festival

garage blues one girl band

Chiuderà il festival il 31 agosto 2019 alle ore 21 Elli de Mon. Una one woman band che combatte i suoi demoni con lo strumento a lei più congeniale: la musica. Un blues nuovo, fatto di slice selavaggi e contaminato da influenze punk e dalla musica indiana, che attinge dal blues del Delta del Mississippi e ne restituisce una versione attualissima.
A marzo 2013 debutta con il 7” Leave this town. Fin da subito inizia a macinare concerti su concerti, tra cui un tour americano in compagnia dell’amico Phill Reynolds. Nel febbraio 2014 è uscito per CORPOC e Otis Recordings il suo primo album, dal titolo omonimo, registrato da Bruno Barcella e Alessio Lonati al TUP studio di Brescia. La tiratura in vinile è andata esaurita in soli tre mesi. Da febbraio 2014 Elli de Mon ha suonato ovunque, dividendo il palco con artisti come The Jon Spencer Blues Explosion, Afterhours, Reverend Beatman, the Monsters, Molly Gene onewoamanband, Big John Bates, Chuck Ragan, Larry and His Flask, Cedric Burnside, Bror Gunnar Jansson, Carmen Consoli.
Ha partecipato a numerosi festival nazionali, come Radio Onda D’Urto, Sherwood Festival, Mojostation Blues Festival, To.t.em. Festival, Musicaw Festival, Nistoc, Salone del Libro di Torino (Radio Tre) ed internazionali come il festival blues di Lugano, di Cognac e il Berlin Fest. Elli de Mon ha portato il suo album in tour anche in Spagna, Francia, Germania, Belgio e Svizzera.
Nel febbraio 2015 è uscito II per Pitshark Records, etichetta francese al lavoro con band come Radio Birdman, Motorheads, Cosmic Psychos,mentre il disco di debutto di Elli de Mon viene ristampato dall’italiana Ammonia Records (Shandon, Peawees, Manges, The Hormonauts).
Nel 2016 è uscito sempre per Ammonia lo split  VS con un altro one man band, Diego Deadman Potron.
Nel 2017 è uscito un nuovo lavoro per Pitshark, incentrato sulla musica indiana, chiamato Blues tapes: the indian sessions. Il tour ha portato in giro una rivisitazione oscura di suoni lontani, di dreni, riverberi e visuale. A farla da padrone la voce di Elli, il sitar, la dilruba, la mohanveehna, le distorsioni della chitarra slide… e i suoi piedi, sempre intenti a tenere un ritmo sciamanico.
Nel 2018 è uscito, sempre per Pitshark, Songs of merci and desire, un lavoro più articolato rispetto ai precedenti, che Elli ha scritto durante la sua gravidanza. Le sferzate slide dei dischi precedenti ci sono anche qui, ma questa volta Elli ha voluto lasciare spazio anche a ballads più intime, scritte cullando la sua pancia.

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