Al Palazzetto di Chiarbola torna la Mostra del disco

Torna l'appuntamento per gli appassionati di dischi e cd. Prevista la partecipazione di una settantina di operatori italiani e anche stranieri, dalla Slovenia, Croazia, Svizzera, Ungheria e Germania.

Grande ritorno a Trieste, domenica 24 novembre, al Palazzetto dello Sport di Chiarbola “G.Calza” in via Visinada 7, della Mostra mercato del disco, CD & DVD usato e da collezione”, giunta alla diciottesima edizione. La manifestazione, organizzata come sempre dall’Associazione Culturale Musica Libera in coorganizzazione con il Comune di Trieste, è stata presentata oggi al civico museo d’Arte Orientale dall’assessore comunale alla Cultura ed Eventi Giorgio Rossi con il presidente dell’Associazione Culturale Musica Libera Davide Casali e il curatore Maurizio Giugovaz.

Settanta operatori

Da quasi due decenni mèta privilegiata di appassionati, collezionisti e curiosi che si danno appuntamento per scovare dischi e cd di ogni formato anche molto rari, vinili, picture disc, 33 e 45 giri, album singoli o doppi, con copertine apribili e in rilievo, vedrà la partecipazione di una settantina di operatori italiani e anche stranieri, dalla Slovenia, Croazia, Svizzera, Ungheria e Germania. E poi una valanga di stampe estere: quelle inglesi, le più rinomate per eccellenza, ma anche giapponesi, di notevole fattura e cura del particolare o altre esotiche, provenienti dai paesi più lontani. Sarà possibile reperire ogni genere musicale: dalla musica italiana al progressive-rock, passando attraverso punk, funky e jazz, metal, disco-music, new wave, elettronica, classica ed etnica, senza dimenticare poi le sigle dei cartoni animati e i 78 giri dei nostri nonni. E inoltre: gadget, videocassette e DVD, magliette, manifesti, libri e riviste, locandine e fotografie d’epoca: insomma tutto quanto ruota attorno al ‘discoidale’. Spazio anche per strumenti e hi-fi, nuovo e vintage. Chiunque potrà esporre, scambiare, acquistare, vendere o semplicemente far valutare i propri dischi.

Punto di riferimento per collezionisti

“Questa manifestazione è un punto di riferimento importante e ormai storico per moltissimi collezionisti ed estimatori della musica in generale e dei collezionisti, pertanto ritengo sia giusto riconoscerne il merito di averla fatta crescere sempre più negli anni – ha sottolineato l’assessore Rossi -. Anch’io posso affermare di essere un cultore della musica fin dai tempi dell’adolescenza, quando come molti giovani, ci ritrovavamo nelle cantine ad ascoltare ovviamente in vinili, i ‘miti’ dell’epoca, tra i miei preferiti “The Shadows” con il singolo “Apache” (complesso molto amato dai chitarristi per aver fatto conoscere in Italia la Fender Stratocaster che assieme ad altre ha permesso a una miriade di giovani di iniziare a suonare uno strumento a corde). E’ importante coltivare una passione come la musica che a ognuno di noi ricorda momenti particolari della nostra vita e, grazie all’impegno costante dell’Associazione Musica Libera, Trieste ha un ulteriore punto di forza, riuscendo a calamitare sempre un grande pubblico e auguro che anche quest’anno abbia successo”.

Musica e tempo

Davide Casali ha evidenziato la molla che l’ha sempre spinto a organizzare la manifestazione che ha ormai assunto dimensione non solo regionale ma anche nazionale: “La nostra Associazione ha un’impronta culturale, di impegno spesso faticoso a portare avanti la nostra principale passione, ovvero la musica, e lo facciamo da anni, finora con grande seguito, sia portando in piazza il Festival Rock sia con la Fiera del disco. Ascoltare un disco significa regalare tempo a sé stessi e far sì che le persone, gli amici, si ritrovino assieme per vivere la musica, colonna sonora della vita”.

La Mostra del disco, che è curata da Maurizio Giugovaz, grande appassionato ed esperto di musica, proporrà anche in questa occasione delle vere e proprie rarità: “E’ una manifestazione che è diventata nella Regione Friuli Venezia Giulia e in Italia il più importante punto di attrattiva e riferimento per i cultori della musica. Molti vinili, i più rari, hanno un valore inestimabile per i collezionisti – ha affermato Giugovaz, un vero ‘fiume in piena’ nel raccontare aneddoti e curiosità su gruppi di ogni genere musicale – che devono rispondere a diversi parametri di ‘perfezione’ e pertanto acquistano molto valore e hanno un costo più elevato. Un buon collezionista può arrivare a contare anche 4000 vinili, nella mia collezione ad esempio dispongo di 900 LP e qualche migliaio di cd. Ascoltare musica su vinile è un’altra cosa. Il vinile è caloroso e presuppone di disporre di mezzi elettronici di alto livello. La vastità del materiale trattato e il crescente successo della manifestazione confermano che il settore è costantemente in ascesa e di interesse tra operatori e collezionisti”.

Le chicche

Nell'occasione ritorneranno a Trieste due prestigiose etichette, specializzate in ristampe Prog, soprattutto italiano, sia nel formato CD che LP. Si tratta della BTF di Milano e della Black Widow di Genova oltre all’onnipresente Camelot/Ma.Ra.Cash di Vigevano. In catalogo anche tante produzioni proprie di interessanti gruppi attuali.

Tra gli artisti italiani sono sempre particolarmente richiesti i primi due singoli di Lucio Battisti, “Per una lira” e “Luisa Rossi” così come della grande protagonista della canzone d’autore, Mina, si spendono fior di Euro per recuperare i singoli a nome “Baby Gate” su etichetta Broadway e i primi long playing su etichetta Italdisc.

Per quanto riguarda gli artisti stranieri, sugli scudi mostri sacri quali i Pink Floyd la cui stampa italiana del primo album, “The piper at the gates of dawn”, manifesto della psichedelia originariamente datato 1967, presenta una copertina completamente diversa dall’edizione inglese; viene pubblicato soltanto nel 1971 e la foto del gruppo ritratto all’esterno di un edificio al Kew Gardens di Londra non prevede il chitarrista originario Syd Barrett, bensì colui che lo avrebbe sostituito, ovverosia l’amico d’infanzia David Gilmour, ma che di fatto non suonò nel disco. Tra i 45 giri dei Pink Floyd stampati nel nostro paese il disco più ricercato è il primo, rarissimo “See Emily play”, edito, senza riscontro alcuno, sempre nel 1967.

Una curiosità proviene dai vicini territori dell’ex Jugoslavia dov’è stato pubblicato un solo disco dei Pink Floyd, uno dei 45 giri più comuni e di successo, “Another brick in the wall”, del 1979. La particolarità consiste nel fatto che, a differenza della normale cover raffigurante unicamente il classico muro (“the wall”), in Jugoslavia quest’ultimo risulta adornato in basso da quattro foto raffiguranti i quattro musicisti. Per di più esistono due varianti di questa copertina, una con il bordo delle foto verde e l’altra con il bordo viola.

Cifre notevoli sono invece quelle da sborsare per entrare in possesso di una copia in vinile blu del classico album dei Queen, “A kind of magic” made in Colombia. Parlando di rock più duro, sempre appetibile il 12” pollici “Fear of the Dark Live”(1993) degli Iron Maiden, pubblicato in formato “vinilico” esclusivamente in Italia al momento del passaggio dal vecchio supporto al compact disc.

Tengono sempre duro i mostri sacri come Elvis Presley, la cui stampa italiana dell’EP “I need you so”(RCA italiana – 1961) è quanto mai richiesta all’estero grazie alla bellissima copertina che ritrae “The King” rilassato e ispirato e riporta inoltre la firma dell’artista. Tra i pezzi più rari e curiosi passati per i banchi della Fiera in questi anni si ricordano anche l'unico album, omonimo – e rarissimo - dei Cherry Five, pubblicato agli inizi del 1976 dalla Cinevox: erano in pratica i Goblin con qualche piccolo cambio di formazione e il disco era registrato prima di "Profondo rosso" ma poi era rimasto in un cassetto per non inficiare le vendite della colonna sonora della pellicola.

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