Inaugurata la mostra sugli idrovolanti a Palazzo Gopcevic (FOTO)

Fotografie,disegni,documenti,riviste e modelli a ricostruire l'epopea di questo particolare tipo di aerei

È stata inaugurata e sarà visitabile fino a domenica 7 maggio alla Sala “Attilio Selva” di Palazzo Gopcevic, sul Canal Grande di Trieste (tutti i giorni, con orario 10-18), l'interessante mostra storica “Idrovolanti: l’epopea dei Cant tra le due guerre”, promossa e organizzata dalla Fondazione Fincantieri e dal Comune di Trieste, tutta dedicata, con ricchezza di immagini fotografiche, disegni, documenti e diplomi d'epoca, riviste e modelli, a ricostruire l'epopea di questo particolare tipo di aerei, la saga della famiglia Cosulich “pioniera” oltre che nella cantieristica e nell'armamento navale anche nell'avvio dell'aviazione civile italiana, e, con essa, la storia stessa di queste terre, fra Monfalcone, Trieste e l'Adriatico Orientale, la laboriosità delle sue genti, l'alto livello dei suoi tecnici e delle sue maestranze, il coraggio di piloti e collaudatori, determinati e pronti a ogni rischio.

L'esposizione racconta dunque, con ampi dettagli che non potranno sfuggire in primo luogo agli appassionati della storia del volo e degli aeromobili e ai modellisti (oltre ad alcuni modelli e disegni di aerei è presente in mostra anche un pregevole grande esemplare dell'incrociatore della 2° Guerra mondiale “Giovanni dalle Bande Nere” con a bordo un idrovolante da ricognizione), una vicenda gloriosa durata 20 anni, tra il 1923 e il 1943, e conclusasi definitivamente il 20 aprile 1944 con il bombardamento anglo-americano del Cantiere di Monfalcone e la completa distruzione delle annesse Officine Aeronautiche. Fu un ventennio, di fatto sostanzialmente coincidente con l'avvento al potere e la durata del Regime Fascista, che vide la costruzione presso la “divisione aeronautica” del CA.N.T. (sigla di Cantiere Navale Triestino, poi “traghettato” nei Cantieri Riuniti dell'Adratico-CRDA) di oltre 1400 aerei, fra idrovolanti e “terrestri”, con il coinvolgimento di fino a 5.000 addetti tra i settori di progettazione e di produzione.
Le nove sezioni della mostra danno conto di tutta questa intensa attività, con approfondimenti specifici dedicati ai principali protagonisti di quest'avventura, in prima fila i progettisti Raffaele Conflenti e Filippo Zappata (da cui derivo la lettera “Z” che a un certo punto apparve a completare la sigla degli idrovolanti “Cant – Z” appunto) e poi gli sperimentati, ma spesso anche spericolati, piloti collaudatori come Mario Stoppani e Gianni Widmer.

Rientra pienamente nell'”epopea” - e quindi anche nella mostra – il ruolo di Trieste quale principale 'stazione' e specchio d'acqua di partenza e arrivo degli idrovolanti in servizio commerciale per passeggeri e merci (inizialmente della S.I.S.A.-Società Italiana Servizi Aerei, poi dell'”Ala Littoria”), con il volo inaugurale effettuato il 1 aprile 1926 alla volta di Torino – lo scorso anno, come si ricorderà, se ne celebrò il 90° anniversario. n.d.r. - e la casetta appositamente costruita alla radice del Molo Audace quale sede della biglietteria (per divenire più tardi, fino ad alcuni decenni fa, un ufficio di informazioni turistiche, n.d.r.); e con la costruzione, qualche anno dopo, di un ampio ed efficiente Idroscalo (oggi sede della Guardia Costiera) inaugurato il 24 maggio 1933, eretto anche con il supporto del pontone gru “Ursus”! Pezzi di storia, importanti e altamente significativi della caratura economica e industriale della Trieste dell'epoca, che non mancheranno di interessare concittadini e turisti, anche al di là della specifica pagina aviatoria.

A salutare, prima del tradizionale taglio del nastro inaugurale, l'avvio di questa nuova mostra sono intervenuti, alla presenza di un folto numero di appassionati tra i quali anche alcuni anziani piloti ed ex protagonisti di quell'epopea, l'Assessore comunale alla Cultura Giorgio Rossi con il Conservatore dei Musei di Storia e Arte Stefano Bianchi, il Direttore della Fondazione Fincantieri e curatore della mostra Mauro Martinenzi, la storica Susanna Ognibene anch'essa della Fondazione Fincantieri e curatrice, a sua volta, del bel volume che accompagna l'esposizione e Egidio Braicovich presidente dell’Associazione “Mare-Cielo Gianni Widmer”, curatore invece dell'altra mostra, parallela e per molti aspetti complementare, dedicata al grande pilota triestino Widmer, appena inaugurata al Civico Museo della Civiltà Istriana Fiumana e Dalmata in via Torino 8 (dove sarà visitabile fino al 28 maggio), nonché organizzatore (e pure pilota) della rievocazione della linea Trieste-Zara che sempre la S.I.S.A. dei Cosulich avviò, nel medesimo contesto degli anni '30, per collegare la nostra città all'Adriatico Orientale, e che verrà appunto ricordata, tra il 5 e il 7 maggio, con un effettivo volo di andata e ritorno che sarà compiuto da un Cessna dell'Aeroclub di Como fino al capoluogo dalmata.

L'Assessore Rossi in particolare ha evidenziato «il grande interesse storico, nel preciso segno di una volontà di riscoperta e valorizzazione della storia di queste terre, ma anche il fascino peculiare, di un'iniziativa che, per il suo collocarsi e unire mare e cielo, diventa ancor più inedita e inconsueta, e perciò oltremodo attraente».

Il direttore Mauro Martinenzi dal canto suo ha sottolineato la piena convinzione e la «profonda soddisfazione della Fondazione Fincantieri nel portare anche a Trieste una mostra storica legata al mare – presentata inizialmente a Monfalcone nel settembre scorso, poi, dal 14 maggio al 2 giugno, transiterà a Palermo –, e ciò soprattutto – ha detto – per il grande attaccamento che i triestini, in ogni occasione “utile”, dimostrano verso il mare e per tutti gli aspetti che legano la città alla storia della marineria e alle vicende correlate».

Si è giunti così all'atteso momento del taglio del nastro, “operazione” effettuata dalla Presidente della Fondazione Fincantieri Grazia Guazzi, e alla prima presa di visione di una mostra davvero attrattiva, da molti punti di vista.
Mostra che prevede anche, nell'antistante Sala “Bazlen”, come eventi collaterali, una serie di conferenze di rilevante interesse, tutte con inizio alle ore 17.30: giovedì 27 aprile su “Gianni Widmer, aviatore di Frontiera” a cura dell'Associazione “Mare-Cielo Gianni Widmer”; sabato 29 su “Uomini con le ali: Filippo Zappata e Mario Stoppani” di Carlo d’Agostino e Rino Romano con il contributo di Isabella Stoppani; mercoledì 3 maggio per la presentazione del volume “Idrovolanti. L’epopea dei CANT tra le due guerre” a cura di Susanna Ognibene; sabato 6 maggio su “Architetture per il volo: dalle Officine Aeronautiche all’Idroscalo Civile di Trieste” di Edino Valcovich.

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