Sette anni dopo il "Concerto dei presidenti", Trieste torna a unire con "La sofferenza degli innocenti"

Opera rappresentata in tutto il mondo: 180 elementi (tutti volontari) anche alcuni musicisti di Trieste. Dipiazza: «Sarà un momento di grande emozione. Mai come oggi abbiamo bisognoso di stare insieme»

foto del Conservatorio Tartini del 29 luglio 2010

Era il 29 luglio 2010. Oltre 5 mila le persone in piazza dell’Unità d’Italia a Trieste per il concerto che ha suggellato l’amicizia tra Italia, Croazia e Slovenia. Una maxiorchestra di 360 giovani musicisti diretta dal maestro Riccardo Muti. L’ultimo applauso per i presidenti dei tre Paesi - Giorgio Napolitano, Ivo Josipovic e Danilo Turk. L’incontro dei tre presidenti, organizzato tra gli altri dall'allora sindaco Roberto Dipiazza, rappresenta per molti l’inizio della riconciliazione tra i Paesi dopo le ferite aperte dal seconda guerra mondiale.

Pasati 7 anni, Trieste e piazza Unità diventano nuovamente palcoscenico di un momento di unione, questa volta religioso: domenica 25 giugno, in piazza Unità d’Italia, si terrà un evento di grande importanza, rilevante in particolare per il dialogo tra il mondo cristiano ed ebraico. In questa storica piazza, porta aperta sul mondo, verrà eseguita “La sofferenza degli innocenti” un’opera sinfonica in cinque movimenti composta da Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, composta soprattutto per rendere omaggio alle vittime ebraiche della Shoah e a quelle della Seconda Guerra Mondiale.

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«Un'opera sinfonico-catechetica, con il potere della Parola di Dio e con la mediazione del linguaggio misterioso ed universale della musica, viene presentata la sofferenza di una madre ebrea, Maria di Nazareth, che vede uccidere suo figlio - spiegano gli organizzatori -. Una sofferenza inaudita che le attraversa l'anima, una spada, un dolore assimilato a quello di ogni madre davanti alla sofferenza ingiusta e alla morte dei propri figli, vittime innocenti in tanti campi di concentramento come Auschwitz, Majdanek, Mauthausen, Treblinka o la Risiera di San Sabba a Trieste, unico campo di prigionia e sterminio per gli ebrei in Italia, fatto che rende particolarmente significativa l'esecuzione dell'opera in piazza, con la partecipazione di alcuni rabbini provenienti dalle più significative città del nostro Paese».

"La sofferenza degli innocenti" è già stata rappresentata in tutto il mondo - ha tenuto a sottolineare il vicesindaco e delegato ai Grandi eventi Pierpaolo Roberti -: a Gerusalemme, Betlemme, Parigi, ad Auschwitz davanti alla Porta della Morte, all’Opera di Budapest, alla Boston Symphony Hall, al Lincoln Center di New York, alla Chicago Orchestra Hall, in Giappone a Fukushima, alla Suntory Hall di Tokio, a Roma nell’Aula Paolo VI della Città del Vaticano. La sinfonia viene  eseguita dall'Orchestra Sinfonica e Coro del Cammino Neocatecumenale, una compagine internazionale che vede tra i suoi 180 elementi (tutti volontari) anche alcuni musicisti di Trieste. Sul podio a dirigere Tomáš Hanus, direttore dell'Opera Nazionale del Galles, una delle bacchette più apprezzate della sua generazione. L’evento è organizzato dal Comune di Trieste, dalla Curia di Trieste e dalla Comunità Ebraica di Trieste.

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«Sullo stesso palco che, in piazza Unità, ospiterà il concerto di Allianz con la Filarmonica della Scala, accoglieremo un altro grande evento - ha detto Roberti - per un momento di dialogo inter-religioso molto, molto forte. Sarà un concerto rilevante dal punto di vista attrattivo, artistico e culturale, che arriva a Trieste dopo aver percorso tappe nei più significativi luoghi e centri del mondo. Previsto un notevole accesso di pubblico: 5000 saranno i posti a sedere in piazza Unità, con inviti gratuiti, mentre tutti gli interessati potranno accedere e assistere liberamente alla serata, perchè, come avevamo detto, piazza Unità è di tutti. Numerose anche le prenotazioni con pullman da mezza Europa e da tutta l'Italia».

«Sarà un momento di grande emozione, paragonabile al concerto dei tre Presidenti del 10 luglio del 2010 - ha aggiunto il sindaco Roberto Dipiazza -, allora mi ero anche commosso. E mai come oggi abbiamo bisognoso di stare insieme e vivere questi momenti straordinari per la nostra vita e per ritrovare quella visibilità internazionale che si sta ripresentando per la nostra città».

«A questo evento - ha ricordato ancora l'arcivescovo mons. Giampaolo Crepaldi - parteciperanno anche i rabbini capi di Trieste, Firenze, Napoli, Venezia, Padova, Roma, Lubiana e Zagabria. Prima del concerto, ci sarà un momento particolare alle ore 17, alla Risiera di San Sabba, con un saluto del sindaco e le preghiere delle comunità cattolica ed ebraica. Era doveroso portare questa opera scritta dal fondatore del Cammino Neocatecumenale a Trieste, città della Risiera, unico campo di concentramento e  sterminio con forno crematorio in Italia. Quest'opera io l'ho già vista, mi colpì e mi commosse molto, rappresentata all'ingresso del campo di concentramento di Auschwitz. Mi sembrava giusto che Trieste ospitasse questa iniziativa così significativa».

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