Le più belle sinfonie di Mozart al Verdi per il quinto appuntamento della sinfonica

Quinto appuntamento della stagione sinfonica con il grande genio di Wolfgang Amadeus Mozart giovedì 8 e venerdì 9 ottobre alle 20.30 al teatro Verdi per un imperdibile concerto che vedrà ancora una volta alla direzione dell'orchestra del teatro lirico triestino il grande Maestro Gianluigi Gelmetti. ll concerto offre all’ascolto le due sinfonie più celebri di Mozart, le ultime da lui composte, la Sinfonia N. 40 in sol minore KV 550, e la Sinfonia N. 41 in do maggiore KV 551 “Jupiter”. Le due opere sono strettamente legate: furono scritte nello stesso periodo, l’estate del 1788, insieme alla Sinfonia in Mi bemolle maggiore KV 543, in vista di alcuni concerti probabilmente mai avvenuti, e non furono mai eseguite durante la vita dell’autore. Le due sinfonie in programma hanno molti aspetti in comune, eppure il contrasto fra di loro non potrebbe essere più grande: la cupa tragicità della Sinfonia in Sol minore si contrappone all’ottimismo grandioso di quella in Do maggiore; la Sinfonia in Sol minore rappresenta lo scontro degli opposti, che si riconciliano in quella in Do maggiore. Per la grande ricchezza formale e soprattutto espressiva queste sinfonie possono essere ascoltate come una sintesi dell’intero percorso compositivo di Mozart, in cui si ritrovano tutti i suoi stili, dalla polifonia severa alla cantabilità galante. La Sinfonia n. 40 è forse la più nota di Mozart. Robert Schumann arrivò ad accostarla ai criteri ideali della bellezza greca. Originariamente considerata come esempio di grazia e leggerezza, forse confondendo la semplicità con cui vi si sviluppano e susseguono le varie melodie, appare oggi come fortemente introspettiva e di alto contenuto drammatico. Charles Rosen la definì "un'opera di passione, violenza e dolore". Il minuetto è un esempio di questa drammaticità e anticipa quelle atmosfere romantiche che si ritroveranno in Beethoven e che qui appaiono trattenute, quasi nascoste. Beethoven infatti conosceva molto bene la Sinfonia n. 40: in uno dei suoi quaderni il compositore aveva ricopiato 29 battute della composizione. È probabile che il tema di apertura del quarto movimento sia stato d'ispirazione nel comporre il terzo movimento della sua celebre quinta sinfonia. La Sinfonia n. 41 in Do maggiore K 551, anche nota come Jupiter, è l'ultima sinfonia attribuita a Mozart. Fu completata a Vienna il 10 agosto 1788. Essa è l'ultima di un ciclo di tre sinfonie (le altre sono apunto la 39 e la 40) composte in rapida successione durante l'estate del 1788. Il titolo, col suo rimando mitologico a Giove, non fu assegnato dal compositore ma probabilmente dall'impresario inglese Johann Peter Salomon, allo scopo di evidenziare il carattere grandioso e divino che caratterizza quest'ultima composizione strumentale di Mozart. La Jupiter è una sorta di apoteosi della forma sonata, estesa eccezionalmente a ciascuno dei quattro movimenti, e tuttavia rivitalizzata da un così organico uso del contrappunto da conquistare nuovi spazi espressivi, arcate e tessiture sinfoniche fino ad allora mai esperite. Una curiosità, nel suo celebre film Manhattan , Woody Allen cita il secondo movimento di questa sinfonia nel suo personale elenco delle "cose per cui vale la pena vivere".

Alessandra Ressa

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