Gran gala sobrio per la prima della stagione lirica del “Verdi” che apre con uno straordinario “Don Giovanni”

Apertura della stagione lirica venerdì con l'opera delle opere di Wolfgang Amadeus Mozart, il "Don Giovanni": si ritorna alla stagione anticipata autunnale su decisione del Sovrintendente dell'ente lirico Stefano Pace. Nuovo look per i libretti di sala, tanti giovani talenti per una stagione che sembra promettere bene

Pochi lustrini e ancor meno colori ad una sobria ma comunque raffinata serata di gala al teatro “Verdi” di Trieste in occasione dell'apertura della stagione lirica venerdì con l'opera delle opere di Wolfgang Amadeus Mozart, il “Don Giovanni”. Un appuntamento mondano da non perdere per gli immancabili vip cittadini, che hanno scelto il nero, pochi pizzi, accessori semplici, quasi a sottolineare come la vanità non sia più in linea con i tempi. Estinte per fortuna anche le odiose pellicce impregnate di naftalina, tanti invece i cappotti e le lunghe mantelle, forse una scelta etica da parte delle signore più attempate o forse perchè, di questi tempi, ostentare beni di lusso non è più così chic. Sobri anche gli uomini, a cominciare dal primo cittadino Roberto Cosolini, che continua a non volerne sapere dello smoking.

Si ritorna dunque alla stagione anticipata autunnale su decisione del Sovrintendente dell'ente lirico Stefano Pace per “seguire le stagioni dei grandi teatri europei”. La stessa motivazione era però stata addotta negli anni precedenti per lo slittamento della stagione lirica a gennaio. Nuovo inizio dunque, nuovo look per i libretti di sala, tanti giovani talenti per una stagione che sembra promettere bene.

D'altra parte, affidare la conduzione della prima al Maestro Gianluigi Gelmetti è già di per sé una garanzia. Esperto mozartiano, Gelmetti ha saputo equilibrare un cast d'eccezione ad una regia che ha trovato la totale approvazione del pubblico. L'allestimento, realizzato per la prima volta sul palcoscenico triestino su idea di Philippe Ordinaire, ha offerto un impianto scenico imponente di stile neoclassico, evitando le banali contaminazioni moderne in una articolata mobilità fatta di pareti e cancelli scorrevoli lungo i quali i personaggi e le intricate vicende si susseguono snelli nelle articolate effusioni liriche. Molto apprezzata la regia del brasiliano Allex Aguilera, che sul palcoscenico ha portato alcuni mimi di strada ad impersonare le statue, che nel finale prendono vita regalando inaspettati effetti speciali. Applaudito il bel Don Giovanni Nicola Ulivieri, che ha interpretato splendidamente la parte del dissoluto protagonista grazie a un fraseggio eloquente e ad una forte personalità scenica. Carlo Lepore, lo stesso nome ne è garanzia, è un Leporello incisivo e disinvolto, mai sopra le righe. Nella geniale opera di Mozart il ruolo di Donna Elvira è fondamentale, verrebbe quasi da dire che sia il motore della vicenda. Raffaella Lupinacci se l'è cavata egregiamente nel ruolo dimostrando agilità canore e una buona prestazione attoriale che le ha consentito di restituirci il ritratto incisivo di una donna sedotta, abbandonata e molto passionale. Ottima la prestazione della spagnola Raquel Lojendio (Donna Anna), coinvolta dal punto di vista scenico e dotata di grandiose potenzialità vocali, che le hanno consentito di eseguire brillantemente le sue bellissime arie. Molto bravo pur se a volte rigido Luis Gomes, tenore che di volta in volta conferma una costante crescita artistica. Don Ottavio è infatti una parte di grande difficoltà, non particolarmente acuta, ma richiede un controllo perfetto della respirazione altrimenti non se ne viene a capo. Brillante, peperina ma capace anche di ripiegamenti malinconici la Zerlina della brava Diletta Rizzo Marin e convincente l’imbronciato e infantile Masetto di Giampiero Ruggeri. Bravissimi gli artisti del coro (istruito da Alberto Macrì), impegnanti anche dal lato scenico.
È stato comunque un tonfo al cuore non vedere salire sul palcoscenico con il suo inconfondibile sorriso a raccogliere l'applauso del pubblico il Maestro del coro Paolo Vero, scomparso prematuramente solo pochi mesi fa. Ottima la performance dell'orchestra. Raffinati e semplici allo stesso tempo infine i costumi classici di William Orlandi.

“Don Giovanni” replica fino a domenica 8 novembre.

1nov15. don giovanni verdi-2

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