Muggia, Fratelli d'Italia: «No al nome di Willer Bordon sulla biblioteca comunale»

Daniele Mosetti, consigliere comunale FdI-AN: -«Ennesima provocazione della sinistra quella di voler rimuovere il nome di Edoardo Guglia dalla biblioteca comunale di Muggia»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

«Premesso che il rispetto per i morti è cosa doverosa da parte di tutti, la recente scomparsa di Willer Bordon sembra aver riacceso gli animi della componente nostalgica della sinistra muggesana. La rimozione dell'intitolazione ad Edoardo Guglia a vantaggio di Willer Bordon ha il sapore della rivincita della sinistra nostalgica che nella motivazione storica ritrova la forza di sradicare l'identità culturale condivisa di un intera cittadina.

Edoardo Guglia, uomo di cultura dal profondo Amor Patrio e fede religiosa, d'origini operaie, generoso, gagliardo e battagliero, incitava i giovani a studiare e a vivere la storia per portare Muggia verso un avvenire più prospero.

Fondatore del premio letterario «Leone di Muggia», curò la formazione del coro parrocchiale, musicò testi sacri e non, tutti lo ricordano ancora per la nota canzone ''Carneval mujesan'', poi uno tra i libri scritto "È bello e buono ardire'' per il quale fu contestato duramente dalla sinistra muggesana allora al potere.

Seppur Willer Bordon sia stato prima sindaco e poi ministro, è persona che ha dedicato la sua vita alla politica all'interno del partito comunista prima e poi nella sinistra democratica, prima d'allontanarsi dalla sua cittadina per raggiungere le sedi romane. Ma la biblioteca comunale è un luogo di Cultura, dove la conoscenza culturale viene custodita, promossa e trasmessa, dove il tenutario dell'intitolazione dev'essere un riferimento ed esempio che tutta Muggia ha riconosciuto, un edificio che esprime la cultura della comunità muggesana e non solo della sinistra nostalgica.

Mosetti quindi condanna il gesto: -È quindi irricevibile questa provocazione che rischia di riportare Muggia alle battaglie degli anni '70, dove sotto l'amministrazione Bordon si contestavano personaggi di spicco del mondo culturale non allineati con il pensiero comunista».

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