Ambiente: Trieste è la meno "riciclona" del FVG

La provincia con più chili pro capite di secco residuo: questo è emerso dalla conferenza di Legambiente intitolata EcoForum – L'economia circolare dei rifiuti, dove sono stati premiati i Comuni Ricicloni – Rifiuti Free della regione

Maglia nera a Trieste in tema di riciclo: la provincia meno virtuosa e senza neanche un comune "Rifiuti Free". Questo è emerso dalla conferenza di Legambiente intitolata EcoForum – L'economia circolare dei rifiuti tenutasi giovedì 6 dicembre a Pordenone, sono stati premiati i Comuni Ricicloni – Rifiuti Free del Friuli Venezia Giulia. Il concorso di Legambiente premia i comuni che nello scorso anno hanno raccolto meno di 75 chilogrammi per abitante di rifiuto secco residuo. Vincitore assoluto in regione, come riporta Udine Today,e è San Vito di Fagagna, i cui cittadini hanno raccolto mediamente 35 chili di secco residuo. Seguono Sesto al Reghena, con 44,4 chili e Cordovado con 52,8 chili. Nella top ten rientrano poi Chions, Casarsa della Delizia, Pagnacco, Valvasone Arzene, Prata di Pordenone, Basiliano e Sutrio. Si conferma Pordenone la provincia più virtuosa, con una media di 95,5 chili procapite di secco residuo, seguita da Udine (130,1), Gorizia (131,4) e Trieste (258,7). Da Trieste e Gorizia non ci sono comuni Rifiuti Free(ovvero con meno di 75 kg/ab/anno), mentre i comuni non ricicloni, ovvero quelli che non arrivano nemmeno al 65% di raccolta differenziata, sono 45 distribuiti in tutta la regione. Tutti i dati e le classifiche sono disponibili in un dossier scaricabile dal sito www.ricicloni.it.

I risultati: sistema vulnerabile

L'EcoForum ha visto protagonisti non solo i comuni, ma soprattutto alcuni dei gestori dei rifiuti, che sono stati coinvolti in una tavola rotonda coordinata da Giorgio Zampetti, Direttore generale di Legambiente Nazionale. Dirigenti e responsabili di A&T2000, Net, Isontina Ambiente e AcegasApsAmga (grandi assenti Gea e Ambiente Servizi) si sono confrontati e hanno discusso in merito alle innovazioni apportate, ma anche e soprattutto alle criticità incontrate nel cammino verso l'economia circolare, di cui la raccolta dei rifiuti è uno dei più importanti passi. E’ emerso che in regione si chiudono gran parte dei cicli (organico, plastiche, carte…) ma il sistema nel suo complesso è ancora vulnerabile. Uscire dalle logiche di un'economia lineare riducendo la produzione di rifiuti e trasformando il rifiuto in risorsa non è solo utile per l'ambiente, ma anche deve e può diventare vantaggioso economicamente. Esistono però degli ostacoli che, più che tecnici, sono burocratici e legati ad una legislazione nazionale spesso poco attenta, come la mancanza dei decreti attuativi per la “Preparazione al riutilizzo” e per l’End of Waste, necessari affinché un rifiuto cessi di essere considerato tale al fine di essere reimmesso nel circolo economico. Anche la Regione era presente: a fare le veci dell'Assessore all'ambiente Scoccimarro, sono stati l'ingegnere Stellio Vatta, Direttore della Direzione ambiente ed energia, e Flavio Gabrielcig, Direttore del Servizio disciplina gestione rifiuti. Hanno presentato e sottolineato l'impegno della Regione in merito alla gestione dei rifiuti nell'ottica di favorire la transizione verso l'economia circolare, in primis attraverso l'attivazione del forum già formalmente creato con la legge regionale 34/2017 denominata proprio "Disciplina organica della gestione dei rifiuti e principi di economia circolare" e proposto, in sede di audizione, da Legambiente.

Quali le prossime tappe?

L’associazione presenterà in Regione a gennaio un pacchetto di proposte per dare gambe e orizzonte all’economia circolare affinché diventi, unitamente al piano di prevenzione e adattamento ai cambiamenti climatici, alla difesa del suolo e tutela della biodiversità, l’asse portante della strategia regionale per lo sviluppo sostenibile. 

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