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La meravigliosa migrazione delle gru sopra i cieli del Carso

Se alzate gli occhi al cielo in questi giorni e affinate l'udito potreste imbattervi in grandi stormi di gru dalla classica formazione a V. Questa specie sta tornando "a casa" verso l'Europa settentrionale e centro-orientale. Il video del naturalista Matteo Skodler girato questa mattina ad Aurisina

 

Se alzate gli occhi al cielo in questi giorni potreste imbattervi in larghe formazioni a V che si muovono rapidamente in diverse direzioni. Non state sognando, né tantomeno state provando allucinazioni. Niente di tutto ciò. Si tratta semplicemente di stormi di gru in migrazione che, dalle zone dove hanno passato l'inverno (il sud del Sahara, aree della Spagna meridionale e in alcuni casi anche in Italia come il delta del Po ndr), tornano "a casa". 

"Sul Carso un migliaio in poche ore"

Nel video che il naturalista Matteo Skodler ci ha mandato si vedono decine e decine di questi splendidi uccelli (Grus grus è il nome scientifico, che deriverebbe dal loro verso tipico e molto rumoroso ndr) intente a migrare sopra il cielo del Carso. Le immagini infatti sono state girate questa mattina ad Aurisina e, come ci ha raccontato Skodler, "in poche ore ne sono passate circa un migliaio". 

Migrano verso nordest

Il passaggio delle gru interessa ormai la nostra regione stabilmente due volte l'anno. Nel 2018 solamente tre esemplari hanno deciso di svernare nella nostra regione. In questo periodo tornano verso il posto dove sono nati o dove hanno nidificato, a seconda si tratti di esemplari adulti o giovani. Volano in direzione dell'Europa settentrionale e centro orientale. Scandinavia, Danimarca, Polonia, Repubblica Ceca e i paesi del Baltico rappresentano un luogo sicuro per queste specie.   

Il Carso diventa uno dei punti di passaggio

Trieste viene parzialmente coinvolta da questa migrazione, anche se non sono mancati i casi in cui sono state avvistate sopra piazza Unità o in zone del centro città. Il Carso invece viene attraversato maggiormente, come d'altronde anche tutta la linea delle lagune regionali e la fascia della pedemontana (in entrambe le "finestre" migratorie ndr) e del Friuli orientale. 

"Kru kru", il verso delle gru migranti

Le gru migrano in formazione a V perché così facendo fendono l'aria per ottenere un'aereodinamicità particolare e, per la felicità di tutti, lo stormo fa meno fatica a viaggiare. La banalità dell'espressione "l'unione fa la forza". La migrazione nelle zone vicine a casa nostra è visibiile in questo periodo, tra la fine del mese di febbraio e le prime due settimane di marzo. Una curiosità: se anche di notte sentite il classico "kru kru" in cielo, non vi spaventate, non è l'uomo nero che vien di notte: sono solo gru, migranti anch'esse. 

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