Rifiuti sulle spiagge italiane: a Muggia il rapporto di Legambiente

Su 78 spiagge monitorate, per un totale di oltre 400mila metri quadri, pari a quasi 60 campi di calcio, sono stati trovati una media di 620 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia

Martedì 28 e mercoledì 29 agosto 2018 Legambiente Trieste, assieme alle altre associazioni che partecipano al progetto del Centro di educazione ambientale urbano, dalle ore 16 alle ore 19 proporrà un presidio informativo sul lungomare Venezia di Muggia sul tema Beach Litter nel corso del quale verrà presentato il rapporto sulla presenza dei rifiuti sulle spiagge italiane 2018. Sarà allestita inoltre una mostra con le foto raccolte dai volontari di Arci Servizio Civile. I punti informativi saranno forniti di vasi per la raccolta della plastica in spiaggia dove tutti potranno conferire quanto rinvenuto sull'arenile. Tiziana Cimolino, organizzatrice dell'evento, sottolinea i dati del rapporto. "Quattro rifiuti per ogni passo che facciamo sulle nostre spiagge. Di ogni tipo, colore, forma, dimensione. Invece delle conchiglie, ormai, a farla da padrona sui nostri litorali ci sono plastica, vetro o pezzi di metallo: rifiuti spiaggiati gettati consapevolmente o che provengono direttamente dagli scarichi non depurati e dall’abitudine di utilizzare i wc come una pattumiera e soprattutto dalla cattiva gestione dei rifiuti a terra".

È quanto emerge dall’indagine Beach Litter 2018 condotta da Legambiente, che fotografa anche stavolta una situazione critica per molti arenili italiani: su 78 spiagge monitorate, per un totale di oltre 400mila metri quadri, pari a quasi 60 campi di calcio, sono stati trovati una media di 620 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia.

La plastica si conferma la regina indiscussa tra i materiali più trovati, con un percentuale dell’80%, seguita da vetro/ceramica (7,4%), metallo (3,7%) e carta/cartone (3,4%). Sul podio dei rifiuti più trovati ci sono i frammenti di plastica, ovverosia i residui di materiali che hanno già iniziato il loro processo di disgregazione, anelli e tappi di plastica e infine i cotton fioc, che salgono quest’anno al terzo posto della top ten. I rifiuti plastici usa e getta sono stati rinvenuti nel 95% delle spiagge monitorate. Si tratta di oggetti creati per finire la loro vita immediatamente o poco dopo il loro utilizzo, come bottiglie, stoviglie e buste, e sui quali è necessario insistere a livello legislativo metterei a livello europeo, sia per la loro riduzione che per un più controllato e corretto smaltimento se si vuole affrontare con determinazione il problema del Marine Litter.

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