Riserva di Miramare, avvistate due specie marine mai viste fino ad oggi

Si tratta di un esemplare di Motella (Gaidropsarus mediterraneus) e di una Cepola (Cepola macrophthalma) che, seppure frequentino abitualmente i nostri mari, nei giorni scorsi sono state immortalate per la prima volta all'interno dell'area della Riserva marina

L'esemplare di Cepola avvistato a Miramare (foto Saul Ciriaco)

Da tempo le acque del golfo di Trieste restituiscono alla città avvistamenti di grande interesse. Dopo la presenza ormai abituale di qualche delfino, delle tartarughe marine e di alcune specie meno frequenti come lo squalo volpe e dell'aquila di mare, in questi giorni nello specchio della Riserva Marina di Miramare sono state registrate due specie che mai avevano fatto capolino nell'area. 

Come riportato dalla pagina Facebook della Riserva, due bambine (Margherita e Alice ndr) durante "uno snorkeling e accompagnate dalle guide del Wwf, si sono imbattute in un giovanile di Motella (Gaidropsarus mediterraneus)" e sono riuscite ad immortalarla grazie alla fotocamera subacquea. "La Motella - continua la nota della Riserva - da non confondere con la più nota Mostella (Phycis phycis), frequenta fondali rocciosi e in genere è molto difficile da avvistare di giorno, essendo una specie notturna e particolarmente schiva". 

Motella - Riserva marina Miramare-2

L'aquila di mare e il suo volo subacqueo

"Con quegli occhioni e muso rosso"

La seconda specie osservata nell'area di Miramare e mai osservata e registrata prima d'oggi è stata "una Cepola (Cepola macrophthalma), pesce bentonico capace di raggiungere addirittura gli 80 cm e che, nonostante la lunga attesa del fotografo, non ha voluto saperne di uscire dalla sua tana scavata nel fango a 15 metri di profondità e palesarsi in tutta la sua lunghezza". Con quegli occhioni e quel muso rosso, però, a noi piace molto anche così" conclude la nota della Riserva. 

Avvistato uno squalo volpe nelle acque del golfo di Trieste

La parola del ricercatore

Degli avvistamenti particolari quindi che però, come sottolineato dal ricercatore Saul Ciriaco (che ha fotografato la Cepola ndr), "non rappresentano un'eccezionalità per quanto riguarda l'Adriatico o le nostre zone. Queste specie infatti circolano abitualmente dalle nostre parti, quindi non è che non ci siano". La scoperta tuttavia, come ha concluso Ciriaco, "è importante perché queste due specie all'interno della riserva non le avevamo mai viste, a dimostrazione quindi che ci sono possibilità di osservare anche pesci che non sono i soliti branzini o le orate. Il fatto poi che una di esse sia stata "catturata" dalla macchina fotografica di due bambine che frequentano il centro estivo, aggiunge ulteriore importanza al tutto".

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