Cento nuove trappole per topi, la campagna di derattizzazione del Comune

A fornire i dati dell'appalto biennale in scadenza a fine anno è stato l'assessore Michele Lobianco. "Si potrebbe migliorare, soprattutto se vi fosse maggiore attenzione e collaborazione da parte dei cittadini nell'evitare di abbandonare qua e là resti di cibo"

Cento nuovi punti per combattere la presenza dei topi in città, l'avvio dell'iter per il nuovo appalto biennale. E' questo in sintesi il bilancio della campagna di derattizzazione fornito dall'assessore agli Affari zoofili del Comune di Trieste Michele Lobianco durante una conferenza stampa tenutasi in piazza Venezia nei giorni scorsi. "Sta dando dei notevoli risultati - ha affermato Lobianco - ma si potrebbe ancora migliorare, soprattutto se vi fosse una maggiore attenzione e collaborazione da parte dei cittadini nell'evitare di gettare a terra o abbandonare qua e là rifiuti commestibili e resti di cibo". 

Le rive cittadine rappresentano una delle aree più critiche riguardo il fenomeno dei ratti e il problema è emerso più volte nel corso della legislatura della giunta Dipiazza, sia attraverso segnalazioni di privati che in virtù della "battaglia" portata avanti dall'ex democristiano Bruno Marini. Dal 2014 l'attività di derattizzazione "è stata completamente attribuita ai Comuni - ha sottolineato Lobianco - mentre in precedenza era affidata alle Aziende Sanitarie". Il Comune quindi deve "farsi carico del contenimento dei ratti sull'intero territorio", in sinergia con l'Azienda Sanitaria e, in parte, anche con l'Autorità Portuale. 

La campagna di derattizzazione parte da un punto che l'amministrazione comunale non può ignorare, vale a dire la "primaria tutela della pubblica salute", come ricordato dallo stesso assessore. Per quanto riguarda gli elementi tecnici dell'attività, l'appalto biennale in corso affidato alla Girasole di Porcia è in scadenza il 31 dicembre di quest'anno e ha visto il posizionamento di "circa 1250 erogatori", di cui 550 nelle scuole, 500 nelle pubbliche vie e circa 200 presso giardini, parchi, musei o altri sedi comunali e istituzionali. 

Il posizionamento degli ulteriori 100 erogatori, che in ogni caso non consentono il contatto delle esche con cani, gatti o bambini, riguarda invece la "copertura di diversi siti finora non previsti, in considerazione del fatto che nuove presenze vengono a manifestarsi in aree non ancora trattate, a testimonianza di un fenomeno comunque rilevante" ha continuato Lobianco. 

Gli erogatori vengono continuamente monitorati dal Comune stesso. L'assessore competente tuttavia ha constatato come il servizio "venga ostacolato e in parte compromesso da due fenomeni diversi tra loro ma convergenti nel risultato: la pratica di abbandonare cibo per terra (a puro titolo d'esempio, per tutto il periodo estivo nella zona di Ponterosso e in Giardino Pubblico, pur essendo presenti molteplici erogatori, le esche sono risultate intoccate pur con una forte presenza di ratti, segno evidente che i roditori avevano un'immediata disponibilità di cibo fresco), e, inoltre, l'azione di alcuni che pensano bene di rompere, sabotare o prelevare ed eliminare gli erogatori, come è accaduto e accade molto spesso per un malinteso senso di animalismo estremo".

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E' stato avviato quindi l'iter per l'appalto nuovo, biennale e con un importo base di gara pari a 40.000 Euro lordi e che comprenderà anche la costante individuazione di varchi, tane, fessure nelle strutture murarie, attraverso le quali i ratti escono allo scoperto o rientrano nei loro nidi.

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