Good Practice Services Promoting Human Rights & Recovery in Mental Health

Convegno Internazionale con l’Organizzazione Mondiale della Sanità OMS. Dal 23 al 26 settembre nel Parco Culturale di San Giovanni.

Si terrà a Trieste, dal 23 al 26 settembre, nel Parco Culturale di San Giovanni, il Convegno Internazionale realizzato dalla Scuola Internazionale Franca e Franco Basaglia – The Practice of Freedom – dal titolo Good Practice Services: Promoting Human Rights & Recovery in Mental Health.

Saranno presenti ai lavori il Commissario Straordinario, Asuits dottor Antonio Poggiana, l’Assessore alla Sanità e welfare Riccardo Riccardi, il Presidente della Terza Commissione della Regione Ivo Moras.

L’OMS Ginevra ha chiesto al Centro Collaboratore OMS per la Ricerca e la Formazione in Salute Mentale, Dipartimento di Salute Mentale di ASUITs, di collaborare alla realizzazione dell’evento, che includerà presentazioni nazionali e approfondimenti nell’ambito del programma OMS “Quality Rights”. Questo programma nasce con l’obiettivo di migliorare l'accesso ai servizi di salute mentale e di promuovere i diritti umani, delle persone con condizioni di salute mentale e disabilità psicosociali, intellettuali e cognitive.

Sono iscritti 400 partecipanti, provenienti da 44 paesi e da tutti i continenti, tra essi 128 relatori e delegati di governi nazionali, i vertici dell’OMS per la salute mentale e di grandi organizzazioni internazionali, quali:

 - WFMH - World Federation for Mental Health, Mental Health Europe;

- IMHCN - International Mental Health Collaborating Network;

- IIMHL -International Initiative for Mental Health Leadership  

- Human Rights Watch, per i diritti umani

Tra gli esperti, i direttori del NICE della Gran Bretagna e del NIMH americano, della Fountain House International, leader di organizzazioni dell’utenza e molti altri.  

Oltre a incontri individuali tra i Focal Point indicati da governi europei nazionali, il convegno contribuirà ad identificare servizi e programmi nel mondo, che si basino sui presupposti della centralità della persona, eliminazione della coercizione, della risposta ai bisogni delle persone, del sostegno alla recovery, della promozione dell’autonomia e dell’inclusione sociale, in linea con gli standard internazionali sui diritti umani. Nell’ambito del programma QualityRights, la OMS sta infatti completando un documento di orientamento sulle buone pratiche, che si propone di fare una mappatura, identificando e documentando servizi per la salute mentale territoriali, innovativi, promettenti ed emergenti.

Dimostrare che questi tipi di servizi esistono e sono efficaci è fondamentale, per informare e ispirare i responsabili politici e altri attori-chiave, ad agire e diffondere approcci nuovi e innovativi nell'assistenza in salute mentale in tutto il mondo.

Si tratta, ad esempio, di servizi territoriali incentrati sulle persone, supportandole anche in fase di acuzie, senza il ricorso alla coercizione, al trattamento obbligatorio o all'uso di pratiche di isolamento.

Nel convegno verranno presentate pratiche di risposta alla crisi in alternativa al ricovero, proponendo il “dialogo aperto”, l’abolizione della contenzione, il supporto reciproco tra persone con esperienza di malattia (peer support) e relativi servizi come il recovery college, case per la guarigione.

Si parlerà di intervento sugli homeless dall’ India alla Francia, all’America, di dipartimenti e reti complessive di Servizi (in Francia e Brasile, oltre a Trieste e regione FVG), di interventi sull’area riabilitativa e dell’inclusione sociale in Nuova Zelanda, Israele e Italia, di progetti personalizzati con budget di cura, di esperienze alternative agli ospedali giudiziari, di pratiche di genere tra donne. 

Verrà presentato soprattutto il “modello Trieste” anche nei suoi sviluppi regionali, quale esempio riconosciuto di un completo cambio di sistema e di paradigma, dalle istituzioni alla comunità, dalla malattia alla persona.

E’ noto che a Trieste, con la chiusura del manicomio, ed anche in Regione, da 40 anni esiste un sistema di servizi territoriali fondato su centri di salute mentale aperti sulle 24 ore, che rispondono a territori definiti di piccole dimensioni, integrandosi con altri programmi per l’inserimento socio-lavorativo, per l’abitare supportato e l’inclusione sociale.

Questo porta ad un approccio completamente nuovo alla tutela della salute mentale ed unico al mondo.

Esso è certificato nella sua eccellenza dall’OMS e da altri organismi di valutazione dei sistemi di cure, ed è sempre più punto di riferimento mondiale della salute mentale nella comunità, per operatori ma anche per politiche sanitarie, per organizzazioni di cittadini, per persone con esperienza in campo e familiari. 

Ciò ha comportato tra l’altro la completa abolizione delle pratiche di contenzione, servizi di salute mentale che operano a porta aperta e un uso dei trattamenti obbligatori che risulta essere il più basso in Italia e nel mondo.

Il modello del Centro di Salute Mentale sulle 24 ore, in particolare, è stato adottato con successo in Svezia e in Brasile, sperimentato in altre regioni italiane e recentemente in Galles, Repubblica Ceca, Polonia; nel prossimo futuro a Hollywood come area pilota per la collaborazione con Los Angeles di cui si sono già occupati i media. 

L’identificazione puntuale di buone pratiche che possono essere replicate, promossa dal OMS, verrà quindi calata nel contesto più ampio di un cambiamento del sistema stesso, orientato alla deistituzionalizzazione.

Il caso Italia più in generale, con la lotta alla contenzione e la riforma che ha abolito l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario e sviluppato servizi alternativi (le Rems), sarà raccontato dai protagonisti.  In una tavola rotonda, il già direttore dell’OMS per la Salute Mentale Benedetto Saraceno, formatosi a Trieste, metterà a confronto esperienze di riforma, basate sui diritti che provengono da paesi del Sud del mondo come l’Africa e dall’Est Europa. Si parlerà di esperienze e reti di empowerment, ossia di cosa si muove in Europa e nel mondo per rafforzare la voce e il peso decisionale di utenti e familiari in primo luogo.

Il convegno internazionale sarà anche dedicato ai programmi di cooperazione internazionale e di collaborazione basati sull’esperienza triestina e regionale e attivati dal Centro Collaboratore di Trieste e dalla Scuola Internazionale ad esso collegata, attraverso specifici accordi e convenzioni tra cui quelle con California, Argentina, Regno Unito, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Polonia, Slovenia ed altri paesi.

Verranno presentate dal Centro Collaboratore di Trieste le Raccomandazioni per il superamento graduale degli ospedali psichiatrici, con un documento elaborato sulla base di una ricerca che ha interpellato i leader delle migliori esperienze mondiali.

Vi sarà spazio per presentazioni di buone pratiche di impresa sociale e inserimento lavorativo, per programmi e servizi che tutelino i diritti, propri di ogni cittadino, al lavoro, alla salute, all’eguaglianza di fronte alla legge, alla vita indipendente e al protagonismo delle persone.

Per il giorno 26 sono previste visite di studio ai servizi di Trieste e della Regione, molte manifestazioni collaterali sono in programma con uno Spazio Impresa Sociale, non mancheranno video proiezioni, presentazioni di libri, eventi teatrali. 

Si segnala una numerosa delegazione da Los Angeles comprendente tecnici e politici, all’avvio operativo di una collaborazione quinquennale con Trieste.

Sarà infine presentata la proposta per la Candidatura al Nobel per la Pace, dell’esperienza nata dal lavoro di Franco Basaglia, da parte di un gruppo operante a partire dall’Università di Trieste. 

Il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e del Centro Collaboratore OMS – Ricerca e formazione in salute mentale, dr. Roberto Mezzina, presenterà gli esiti del lavoro degli ultimi anni a conclusione del suo mandato, rilanciando il lavoro della Scuola Interazionale intitolata ai Basaglia.

CREAUS/GP/pc                                                                                

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