Cultura: Gibelli, museo Moda e Arti applicate Go entrerà nel Mess Fvg

Gorizia, 3 dic - "Questo museo sarà una delle tessere importanti tra le tante che andranno a comporre il mosaico del museo etnografico di Storia sociale del Friuli Venezia Giulia (Mess): realtà significative che documenteranno parti importanti della vita rurale, quotidiana e del costume di questa regione. Il lavoro che possiamo apprezzare ora, che rivede e rende più attuale l'allestimento museale anche con la componente interattiva, è uno schema da riproporre anche in altre strutture".

Lo ha detto oggi a Gorizia l'assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, in occasione del ventennale di attività del museo della Moda e delle Arti applicate che oggi ha festeggiato l'anniversario con un nuovo allestimento e una mostra temporanea.

"Vent'anni di attività per questo museo - ha precisato Gibelli - sono un traguardo importante, costellato da tappe significative valorizzate da questa veste nuova e coinvolgente nelle modalità di approccio. Un percorso che si è arricchito nel tempo attraverso i molti aspetti di un settore che era considerato frivolo fino a qualche decennio fa e che invece è considerato ora l'epitome del made in Italy".

Gibelli ha evidenziato la rilevanza di settori come la moda e la musica attraverso i quali "noi costruiamo le nostre epoche". Fra gli obiettivi che l'esponente della Giunta Fedriga ha voluto sottolineare nel suo intervento anche la misura dell'art bonus regionale "volto a preservare o tramandare la cultura e ad attrarre risorse dai privati".

A illustrare la storia del museo è intervenuta Raffaella Sgubin, direttrice del servizio ricerca, musei archivi storici dell'ente regionale per il Patrimonio culturale della Regione Friuli Venezia Giulia (Erpac) che ha ricordato come la struttura museale, inaugurata il 3 dicembre del 1999 in seno ai musei provinciali di Gorizia, festeggia i suoi vent'anni con un allestimento fatto di righe, quadri e fiori.

Una rinnovata collezione che va dagli abiti ai macchinari per la loro produzione, dai gioielli alle scarpe, dai cappelli alle borsette, dagli ombrellini Anni Venti ai dipinti con temi afferenti la moda.

Il percorso espositivo si apre con la sezione tessile, che racconta la storia di produzione, lavorazione e tessitura della seta a Gorizia, attività che nel '700 ricevettero un grande impulso dall'imperatrice consorte Maria Teresa e poi dal figlio, l'imperatore Giuseppe II. In questa sezione, spicca il monumentale torcitoio circolare da seta, risalente alla metà del XVIII secolo. I campioni tessili proposti sono stati selezionati secondo i tre temi guida dell'allestimento, righe, quadri e fiori, e un'installazione multimediale interattiva consente al visitatore di cimentarsi con il design tessile, creando a proprio piacimento le più svariate combinazioni.

La parte centrale dell'allestimento espone abiti scelti tra quelli con tessuti rigati e quadrettati, che vanno dal '700 agli inizi del '900. Tra i più spettacolari, gli abiti femminili di metà Ottocento, destinati a essere portati con ampie crinoline. Un'altra installazione multimediale basata su figurini di moda accompagna il visitatore in un viaggio nella storia del costume, tra interni domestici, giardini e teatri.

L'ultima parte del percorso espositivo è stata concepita da Thessy Schoenholzer Nichols come una sequenza di situazioni ispirate al tema del fiore. Si va dall'abbigliamento maschile settecentesco, più fiorito di un erbario, al parasole degli Anni Venti. Tra gli abiti femminili si segnalano quelli disegnati da Maria Monaci Gallenga, con fiori ispirati alle stoffe rinascimentali, ma una parata di abiti novecenteschi fa capire quanto il tema floreale sia stato frequentato lungo tutto il secolo. Alla fine del percorso, una pioggia di fiori crea atmosfere di pura poesia.

Le mostre organizzate sino a oggi hanno abbracciato un arco temporale che va dal Settecento al Novecento. Fra queste anche quelle dedicate alla famiglia Missoni e a Roberto Capucci.

ARC/LP/fc
 



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