14 ex caserme in regione per accoglienza profughi, M5s Fvg: «Serrachiani dica No al piano di Alfano»

Lo rilevano in una nota i portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale Elena Bianchi, Eleonora Frattolin, Ilaria Dal Zovo, Cristian Sergo e Andrea Ussai

«La notizia che il Ministero dell’Interno sia pronto a dare alle Regioni soldi per ristrutturare le caserme - per il Friuli Venezia Giulia le nuove strutture individuate sarebbero 14 - è sconcertante. Ma ancora di più lo è il silenzio della presidente Serracchiani. Dopo aver sottolineato di recente quanto fossero inopportune le continue dichiarazioni rilasciate dalla Serracchiani ai media nazionali in merito a un modello dell’accoglienza targato Fvg che funziona, ecco che scopriamo che, nel nuovo piano del governo che prevede la ristrutturazione delle caserme destinate agli immigrati, la nostra regione è quella con più edifici». 

Lo rielvano in una nota i portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale Elena Bianchi, Eleonora Frattolin, Ilaria Dal Zovo, Cristian Sergo e Andrea Ussai

«Serracchiani - continuano gli esponenti pentastellati - deve dire “no” a questa ipotesi. Se il ministro degli Interni Alfano vuole utilizzare le risorse a disposizione, le investa per incrementare il personale che gestisce le pratiche di riconoscimento dello status di richiedente asilo, per farlo più velocemente. Questa è la vera urgenza che permette di sapere nel più breve tempo possibile chi può restare e chi deve lasciare l’Italia e predisporre il giusto numero di posti destinati all’accoglienza».

«Così come - continua la nota -  è urgente pagare nei tempi stabiliti chi si è offerto di aiutare queste persone, evitando per esempio quanto sta accadendo a Udine dove la Croce Rossa vanta un credito con lo Stato di addirittura 3 milioni di euro. Oppure, queste risorse vengano destinate alla Regione Fvg per ristrutturare le case Ater per le famiglie che non hanno un tetto dove vivere o che faticano a pagare anche solo una stanza in affitto».

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«Il modello da seguire - concludono - deve essere sempre quello  dell’accoglienza diffusa. Abbiamo già visto che le strutture di grandi dimensioni,  dove le persone tutto fanno tranne integrarsi, non funzionano. La presidente Serracchiani deve rigettare questa ipotesi avendo ben presente le situazioni della Cavarzerani e del Cara di Gradisca. Strutture fatte per accogliere un certo numero di persone, che poi finiscono per contenere quantità incontrollate di immigrati. La Serracchiani deve pretendere che il governo Renzi voti contro all’attuale proposta di revisione del Trattato di Dublino che porterà un danno enorme, in primis, all’Italia e alla Grecia. Visto quanto sta accadendo nel Centro Italia, questo Governo dovrebbe ricordarsi che nessuno deve rimanere indietro. Proprio nessuno!» 

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