Alternativa Tricolore: «Trieste, no agli immigrati nell'ex Ristorante Sacra Osteria di Campo Marzio»

Lo riferisce in una nota la Federazione Provinciale di Trieste ai Alternativa Tricolore: «L'unica vera soluzione ed autenticamente sociale è quella di creare strutture di sostegno direttamente nei paesi d'origine»

«Ancora una volta l’amministrazione comunale del sindaco Cosolini fornisce prova di dilettantismo e, peggio ancora, di scarsa se non nulla attenzione ai problemi reali dei cittadini e della città. E’ notizia di questi giorni, infatti, che una trentina di immigrati già presenti in città ed “ospitati” nella palestra di Via Locchi verranno “spostati” in quella che il Comune ha “pensato” come nuova sede per le emergenze e l’accoglienza degli immigrati ossia l’ex ristorante Sacra Osteria di Campo Marzio, da cui il Comune aveva sfrattato quasi un anno fa la società che gestiva il locale causa morosità». Lo riferisce in una nota la Federazione Provinciale di Trieste ai Alternativa Tricolore.

«E’ l’ennesima dimostrazione - continua la nota -  che non solo non si vuole risolvere il problema immigrazione in Italia ma che l’attenzione della politica attuale (vedi PD e suoi sostegni) non è assolutamente rivolta ai bisogni del Popolo e della Nazione. Nella fattispecie, il sindaco Cosolini e la giunta di sinistra, allineati perfettamente alla rotta renziana, se ne frega dei problemi sociali ed economici che una tale decisione comporta e per liberare, anche parzialmente, uno dei centri d'accoglienza locali decide di aprirne un altro in un'altra zona della città peraltro vicina al centro».

«Come se non bastasse l’assessore alle Politiche sociali - riferiscono gli esponenti di Alternativa Tricolore - , Laura Famulari, quasi sembra “giustificare” tutta la situazione affermando che “la previsione è che gli arrivi a Trieste di richiedenti asilo non cresceranno a dismisura”. La questione è che gli arrivi non devono aumentare ma non esserci proprio!».

«Il problema di fondo - sottolineano - , e Alternativa Tricolore lo afferma con forza e convinzione, è che è l’ideologia di base che permette l’immigrazione ad essere criminale. Sulla pelle degli immigrati c’è chi ha grande interesse a spostare grandi masse di persone alla pari di merci e denaro. E stiamo parlando dei grandi poteri economici e finanziari mondiali. L’unica vera soluzione ed autenticamente sociale è quella di creare strutture di sostegno direttamente nei paesi d’origine invece di rubare soldi destinati allo sviluppo e al sostegno dei paesi del terzo e quarto mondo».

«La pseudo-cultura - conclude la nota - che sostiene lo spostamento di grandi masse di uomini uccide la nostra cultura e la nostra identità. E’ la pseudo-cultura del pensiero unico che vuole rendere tutti uguali contro ogni differenziazione. E così facendo ci si dimentica che maggiore è la pressione che il sistema esercita e maggiore sarà la reazione. Il rischio concreto è il sorgere di nazionalismi fini a se stess».

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