Ambiente: le associazioni animaliste contro la soppressione delle nutrie

L'Associazione vegetariani e vegani Muja - MujaVeg, l'Associazione Naica Leal e la Lav Trieste si oppongono alla recente proposta di legge e segnalano metodi più sostenibili

«Bocciamo senza esitazione la proposta di legge sull'eradicazione delle nutrie, da diversi punti di vista» così dichiarano in un comunicato congiunto l'Associazione vegetariani e vegani Muja - MujaVeg, l'Associazione culturale naica Leal, e la Lega antivivisezionista Trieste Lav Trieste.

«Eticamente - continuano le asociazioni animaliste - siamo contrari ad uccidere animali la cui unica colpa è esser nati nel posto sbagliato per colpa di alcuni allevatori che, chiusi gli allevamenti per pellicce, hanno abbandonato al loro destino centinaia di nutrie. Riteniamo che il contenimento della nutria vada gestito con metodi non letali, come ad esempio la sterilizzazione. Uccidere le nutrie porta solo a una maggior filiazione da parte degli esemplari superstiti, quindi sposta il problema nel tempo senza risolverlo».

«Per quanto riguarda i danni economici causati dai roditori - spiegano - questi devono esser gestiti con i metodi ecologici preventivi descritti dall’Ispra già nel lontano 2001, come ad esempio le reti antinutria poste a difesa degli argini o i pastorali elettrici a difesa delle coltivazioni. Denunciamo il fatto che non vi siano studi sito specifici che descrivono i rischi dovuti all’iterazione con le altre specie animali e vegetali. Se in alcuni casi questi possono esser dimostrati, ciò non toglie che i castorini possano esser trasferiti in zone dove non possono nuocere».

«La proposta di legge - concludono - impone su tutta la regione la stessa misura senza distinguere le zone dove la nutria fa danni da quelle dove potrebbe convivere in armonia, se non addirittura rappresentare una risorsa, come prospettato a Muggia. Una buona legge dovrebbe ragionare su come convivere e contenere le specie alloctone (e quelle autoctone) anzichè limitarsi a gestire in fretta e furia una singola emergenza, tra l'altro in assenza di studi specifici e dati certi e soprattutto senza prima aver provato misure ecologiche preventive».

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