Amministrative, Giorgi (Fi): «Cosolini al capolinea, stroncatura dal suo stesso partito»

Lo rileva in una nota Lorenzo Giorgi, consigliere comunale di Forza Italia

«Non mi piace metter becco in casa degli altri, però, dopo aver sopportato per mesi i proclami del centro, ormai orfano della sinistra, sulla loro sbandierata unità e sul fatto di voler continuare (nonostante i pessimi risultati) con Cosolini, a cui aggiungiamo gli attacchi al fatto che il centrodestra non fosse unito (cosa più che mai falsa visto che Forza Italia Lega Nord e fratelli d'Italia, cioe IL VERO CENTRODESTRA, è da mesi che lavora assieme ed ormai la candidatura Dipiazza la darei per scontata) le notizie che arrivano da ieri sera ci fanno pensare, perché se alla direzione provinciale del PD, uno dei più illustri rappresentanti di quel partito a Trieste, il senatore Russo (particolarmente attivo da tempo sulle problematiche della città in merito a proposte nuove per il nostro territorio) di fatto stoppi la candidatura di Consolini è un fatto "politicamente impattante"».

Lo rileva in una nota Lorenzo Giorgi, consigliere comunale di Forza Italia.

«Sicuramente - continua la nota -  da una parte un atto di coraggio politico, ma su cui non entro, dall'altra è semplicemente la denuncia e la conferma dell'assoluto fallimento dell'amministrazione di centrosinistra degli ultimi cinque anni a Trieste!  È chiaro ed indubbio, a prescindere se Cosolini sarà o non sarà ricandidato, che i vertici e gran parte del suo partito danno una bocciatura formale al modo in cui si è amministrata la città; ancor di più, bocciano completamente l'idea che quegli stessi amministratori possano fare il bene di Trieste per i prossimi cinque anni!»

«Un messaggio chiaro e limpido - conclude -  per Cosolini in quanto le stesse persone che lo hanno sostenuto, per cinque anni, reputano che non sia più l'uomo migliore per il bene di Trieste del domani. Prendiamo atto del grande coraggio e dell'onestà del senatore Russo, nel cercare qualcosa di meglio per la sua città, ma a questo punto  non possiamo altro che dire è ora di mandare a casa il centrosinistra, pessimo amministratore di Trieste, pessimo amministratore della regione. Con il centrodestra a guidare la città si può riaprire quella fase in cui Trieste ritorni davvero grande (come qualcuno prometteva ma ha tutt'altro che mantenuto) e risalga ai vertici della vivibilità delle città in Italia, nsomma che torni ad essere la splendida Trieste, quella che ricordiamo guidata da Roberto DiPiazza».

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